Uno studente di diciassette anni di Perugia è stato arrestato, in custodia cautelare, al termine di un’operazione antiterrorismo dei Carabinieri in Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. Il motivo? Stava progettando una strage a scuola. La notizia è stata diffusa oggi, 30 marzo, pochi giorni dopo l’accoltellamento di una docente da parte di un 13enne.
Come riporta La Repubblica, il minore è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile di L’Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco.
Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. Nello specifico, appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la ‘”madre di Satana”.
Le indagini hanno anche documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a “santi” per incentivare l’emulazione.
È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.
Sette perquisizioni di locali, personali e informatiche sono state effettuate nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili.
Tutti i minori erano inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista. L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2025 dalla sezione anticrimine dell’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quel capoluogo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.