Ieri la notizia del ragazzo di diciassette anni arrestato per terrorismo, che stava pianificando una strage a scuola, ha sconvolto tutti, a pochi giorni dall’accoltellamento di una docente in provincia di Bergamo da uno studente tredicenne che prima di agire ha pianificato l’aggressione scrivendo anche un “manifesto”.
La madre del giovane ha parlato ai microfoni de La Repubblica: “Mio figlio non è un violento, rimarrò accanto a lui. Non accetto quello che ha fatto, si è rovinato il futuro per ideali che sono certa non sono i suoi”.
“Non avevo immaginato tutto quello che ho letto. Nei mesi scorsi avevo appreso che era indagato per reati vicini al terrorismo. Mi ha detto che ha scritto cose bruttissime, poi che aveva fatto finta di essere uno di loro perché aveva paura che gli facessero del male. Gli ho chiesto se davvero avrebbe sparato a dei ragazzi. Mi ha detto ‘Mamma no, mai. Era curiosità’. Io gli credo, spero possa emergere presto dalle indagini”.
La donna è scettica: “Non ci crederò mai che possa essere in grado di fare queste cose. A scuola era sempre al fianco dei disabili, dei più fragili. Non è capace di far male nemmeno a un uccellino”.
“Da settembre è nel nuovo liceo in provincia di Perugia. I professori ci hanno fatto i complimenti. Ha una cultura generale molto ampia, è amante della storia e dei diritti umani, di politica. Frequenta l’indirizzo di Scienze umane. Secondo me la scuola con lui è stata molto attenta. Do delle colpe a me perché non l’ho controllato bene sui social, gli chiedevo cosa faceva e mi fidavo di lui”, ha aggiunto.
Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. Nello specifico, appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la ‘”madre di Satana”.
Le indagini hanno anche documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a “santi” per incentivare l’emulazione.
È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.
Sette perquisizioni di locali, personali e informatiche sono state effettuate nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili.
Tutti i minori erano inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista. L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2025 dalla sezione anticrimine dell’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quel capoluogo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.