Continuano le indagini, in Calabria, relative ad un presunto giro di affari dietro la formazione dei docenti. Il gip di Crotone ha disposto ulteriori misure cautelari, come riporta Ansa. Ad essere coinvolte molte altre persone, tra cui insegnanti.
I Carabinieri hanno notificato oggi la misura degli arresti domiciliari ad un 64enne e due provvedimenti interdittivi dalla funzione pubblica a due insegnanti, di 52 e 64 anni, con divieto di svolgere attività di insegnamento fino al termine dell’anno scolastico 2025-2026.
Il primo, ex docente nonché socio di una società attiva nell’ambito della formazione, è accusato, insieme ad altre persone, di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Dall’indagine sarebbe emerso un presunto meccanismo illecito legato alla rivelazione anticipata delle risposte ai test preselettivi del concorso Tfa sostegno 2021-2022. Secondo l’accusa, un pubblico ufficiale ancora non identificato avrebbe fornito in anticipo i quesiti a un gruppo di intermediari, tra cui lo stesso docente che avrebbe percepito o accettato la promessa di una somma di 5.000 euro.
Le risposte sarebbero poi state cedute a pagamento ai candidati attraverso la mediazione dell’ex dirigente. Alla prima docente sono contestati il reato di falso ideologico, falso materiale e truffa aggravata perché avrebbe falsificato verbali di commissione in una selezione per 25 educatori professionali per la realizzazione di un progetto di sostegno ad alunni con disabilità nel 2022.
La docente è inoltre indagata per presunte omissioni che avrebbero consentito a una docente – indicata come la figlia dell’ex ds – di risultare presente in servizio nonostante le assenze. La seconda insegnante è accusata di falso ideologico, falso materiale e concussione, in concorso con la ex preside. Secondo l’accusa, in qualità di vicaria della dirigente, avrebbe redatto documenti irregolari per consentire a un candidato esterno di sostenere esami integrativi per la maturità da geometra. Complessivamente gli indagati sono 23.
Per gli investigatori non si tratta di casi isolati, ma di un metodo che ha trasformato l’istruzione in un business criminale, che non si è esaurito neanche quando la ds è andata in pensione. “Ho un potenziale che mi proviene da anni ed anni, che posso sbancare quando io mi fermo (vado in pensione ndr). Sbanco più così che qui (da preside ndr)”, registrano i carabinieri. Più che una dichiarazione di intenti, una confessione. Finiti gli anni in cui la scuola è servita per incamerare indebitamente beni, relazioni e contatti, la preside – in combutta con il genero – si preparava a monetizzare il giro di clientele nel tempo costruito.
Il business era quello della formazione a pagamento, già testato ai tempi in cui era preside sempre disponibile, dietro adeguato compenso, a taroccare atti per permettere a uno studente di sostenere gli esami di maturità o a minacciare, ricattare e vessare docenti perché garantissero promozioni ad alunni che non lo meritavano. I soldi veri, con tanto di contabilità appuntata su un quadernetto trovato dai carabinieri, sono arrivati con la formazione a pagamento. Prima fra tutti, quella necessaria ad acquisire i crediti Tfa, fino all’anno scorso necessari ai futuri docenti per accedere ai concorsi o presentare domanda come supplenti.