Home Archivio storico 1998-2013 Generico Falso allarme per le bocciature sospette nel Sannio

Falso allarme per le bocciature sospette nel Sannio

CONDIVIDI
  • Credion

Lo ha fatto sapere il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione Carla Rocchi durante un “question time” in Commissione Cultura al Senato.La questione era partita dalla denuncia da parte di organi di stampa in merito alla bocciatura di alcuni studenti presso un istituto professionale del Sannio, di cui era stata ventilata la connessione con l’altrimenti inevitabile soppressione di una prima classe a causa dell’esiguo numero di iscrizioni.
Al riguardo, il Sottosegretario ha detto che il Ministero, non appena reso edotto della vicenda, ha disposto una indagine ispettiva: dagli accertamenti effettuati, è risultato che il provveditore non aveva inteso denunciare alcuna specifica situazione patologica, ma solo richiamare l’attenzione su una problematica molto avvertita e annualmente ricorrente, scoraggiando il mantenimento intatto degli organici pur in presenza di esigue consistenze di alunni; ciò, stanti le scarse possibilità a lui rimesse di concedere deroghe al limite previsto di 20 alunni per classe.
Quanto al fatto specifico, l’indagine ha accertato che l’intervento del Provveditore si basava sulla previsione, svolta dal capo dell’istituto in questione, della bocciatura di otto alunni, ma non su adempimenti già posti in essere; ne è prova il fatto che gli scrutini si sono svolti successivamente, alla presenza dello stesso ispettore incaricato delle indagini che ne ha testimoniato la massima regolarità. La previsione di bocciatura scaturiva d’altronde dall’assoluta mancanza di elementi di valutazione concernenti gli alunni in questione, dovuta all’eccessivo numero di assenze. “Né va dimenticato, ha detto il Sottosegretario, che i capi di istituto, pur facendo parte integrante dei consigli di classe, non possono condizionarne gli esiti, in quanto le delibere di promozione o di bocciatura sono adottate a maggioranza, sulla base delle proposte dei singoli docenti”.