La vicenda della famiglia nel bosco continua a tenere banco sui media italiani. Tante le reazioni a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane. Il quotidiano abruzzese ‘Il Centro’ ha pubblicato una lettera di Rachel Birmingham, sorella di Catherine (mamma dei tre bambini allontanati dalla casa nel bosco di Palmoli). Una lettera dell’ottobre 2024 indirizzata ai Servizi sociali del Comune in cui emerge tutta la preoccupazione della zia, peraltro da chi ha un curriculum specifico nel settore (psicologa). Come spiega il quotidiano, Rachel lavora all’interno del sistema scolastico (scuola primaria) e in passato è stata docente universitaria. Nel maggio del 2024 ha trascorso tre settimane in Italia con i bambini, osservando la loro quotidianità, affermando: “Ho riscontrato un ambiente molto sicuro e accogliente per i suoi tre nipoti, con cibo fresco e nutriente e bisogni emotivi soddisfatti con sentimento”.
E poi c’è l’istruzione. I genitori, come si sa, hanno scelto l’unschooling, basata sull’apprendimento naturale guidato dagli interessi del bambino. Qui la psicologa ha definito il livello eccezionale rispetto alla maggior parte delle culture occidentali.
I bambini non sono influenzati dal digitale ma hanno accesso a libri, podcast, video educativi, musica e strumenti. Scelgono loro. E a quanto pare sono esposti all’apprendimento di due lingue sin da piccoli.
Per quanto riguarda l’isolamento sociale, la zia parla di legami estremamente forti con la gente del posto, i loro vicini e i membri della comunità, giovani e anziani. Non bambini chiusi in una bolla, ma immersi in una rete di relazioni, imparando ad apprezzare la comunità che li circonda.
Per tutti questi motivi, Rachel sostiene che per la figlia maggiore di otto anni, sarebbe un rischio, per il benessere emotivo della bambina, costringerla a frequentare la scuola. Una bambina che ha assimilato il modello culturale dei genitori e che quindi potrebbe subire una violenza psicologica.
Una lettera che è ora agli atti del tribunale dei minorenni dell’Aquila.