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Faq dal n. 101 al n. 105

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FAQ DEL 10/1/2006
 
101. Al fine di consentire al personale docente la corretta compilazione del documento di valutazione, chiediamo cortesemente di fornire istruzioni sia in merito alle dizioni da trascrivere sull’attestato (pag.1) – secondo le opzioni presenti in calce al modello proposto sul sito ministeriale – sia relativamente alla corretta indicazione da apporre per gli studenti che terminano, con esito favorevole, la seconda classe del “secondo periodo didattico biennale”. Sul documento di valutazione, nello spazio ATTESTATO, compare la dicitura: In caso di non ammissione al secondo anno del periodo didattico biennale precisare “su decisione motivata dell’équipe pedagogica”. A nostro parere tale dicitura deve completare l’attestazione di non ammissione anche per gli alunni non ammessi alla classe seconda (primo anno del I periodo didattico biennale) ed alla classe quarta (I anno del secondo periodo didattico biennale), anche se tale situazione è da ritenersi eccezionale. Possiamo riportare solo la dicitura: “in caso di non ammissione precisare su decisione motivata dell’équipe pedagogica”, al fine di evitare fraintendimenti tra i genitori e i docenti.
I due quesiti ne riassumono altri relativi alla stessa questione: diciture da apporre nell’attestato finale nella scuola primaria, relativamente all’ultima classe del secondo periodo (quinta) e all’eventuale non passaggio al periodo successivo. Per gli alunni di quinta è corretto e opportuno apporre la dicitura “è stato ammesso alla scuola secondaria di I grado”. Per quanto riguarda i possibili casi di non passaggio al periodo successivo (dalla prima alla seconda classe, dalla terza alla quarta e dalla quinta alla prima della secondaria di I grado) occorre tener presente che, a differenza di quanto previsto per l’ammissione alla classe successiva all’interno di un medesimo periodo, non è prevista né l’eccezionalità dell’evento, né la motivata decisione dell’équipe pedagogica né l’unanimità della pronuncia da parte dei docenti. Il non passaggio è pertanto un fatto del tutto ordinario e, come tale, non richiede diciture particolari se non quelle previste di non ammissione, come indicato nelle note del modello di attestato.

102. Nella Scuola Paritaria, il responsabile dell’attività educativa e didattica non è chiamato Dirigente Scolastico ma Coordinatore delle attività educative e didattiche o anche Preside. È possibile cambiare il termine nella prima e quarta pagina del Documento di valutazione o è preferibile lasciare il termine DIRIGENTE SCOLASTICO per una uniformità con la scuola statale?
La dizione deve corrispondere al ruolo e alla funzione rivestita. Può essere opportuno, pertanto, modificare la dicitura “dirigente scolastico” con quella di “preside” oppure con quella generica di “capo d’istituto”, se allo stesso non è stata riconosciuta la qualifica dirigenziale.

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103. Nel documento di valutazione compare per la prima volta la convivenza civile da valutare in quanto disciplina e non quindi insegnamento trasversale come ci era sembrato di intendere anche dai documenti ufficiali, valutabile si, ma negli obiettivi formativi non nei disciplinari. Penso sia ben chiaro a tutti, spero, il rischio che comporta questa scelta nella valutazione sia sul piano dell’insegnamento sia rispetto alla compilazione della scheda. Potrei avere una motivazione di questa scelta?
Non vi è dubbio che gli esiti delle Educazioni (educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all’affettività) comprese nella Convivenza civile si configurano meglio come obiettivi formativi piuttosto che come obiettivi di apprendimento (OSA). Tuttavia, all’interno delle Indicazioni nazionali (allegati B e C al decreto legislativo n. 59/2004), vengono previsti, come per le singole discipline, OSA di Convivenza civile, se pur di natura trasversale rispetto alle varie discipline. Proprio in quanto obiettivi di apprendimento, in ossequio alla previsione degli articolo 8 e 11 del medesimo decreto che ne esigono la valutazione periodica e annuale, anch’essi sono stati compresi tra gli oggetti di valutazione. Anche in ragione delle difficoltà di rilevazione di tali OSA che conseguono ad una riorganizzazione didattica degli insegnamenti e della loro programmazione, nella modulistica allegata alla circolare volutamente si è evitato di riportare tutte le educazioni che compongono l’area della convivenza civile, per non creare difficoltà nello svolgimento delle medesime e nella loro valutazione. Riteniamo che questa specifica debba essere oggetto di particolare verifica al termine di questo primo anno di applicazione.

104. Buon anno! Sono una dirigente di scuola primaria paritaria. Già dallo scorso anno abbiamo in uso il portfolio. Lo integreremo con la sezione valutativa in tutti i documenti previsti. Abbiamo però ritenuto importante corredare il percorso di ogni alunno con una sintesi del PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO anche espresso in mappa concettuale con richiamo alle UDA di sviluppo. È opportuno? Grazie di cuore per il servizio che offrite.
Grazie per gli auguri che volentieri ricambiamo a tutti i lettori di questo servizio di FAQ. L’idea della sintesi del PSP in forma concettuale con richiamo alle UDA ci sembra opportuna oltre che indubbiamente interessante. È altrettanto opportuno che i destinatari, le famiglie, siamo aiutati a capire tale mappa con incontri o mezzi di comunicazione adeguatamente facilitatori.

105. Sono una dirigente scolastica. Il collegio docenti di scuola media ha proposto, per la valutazione dell’educazione alla convivenza civile, di rimandare alle valutazioni espresse nelle discipline di lettere e scienze i cui insegnanti, di fatto, seguono i rispettivi progetti di educazione all’affettività, all’ambiente ecc, è possibile indicare tale dicitura nella scheda o deve essere comunque espresso uno dei giudizi sintetici indicati in legenda?
Teoricamente nell’area della Convivenza civile il documento di valutazione dovrebbe comprendere analiticamente tutte le Educazioni previste (alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all’affettività), anziché un’unica voce sintetica come quella riportata nella modulistica allegata alla circolare n. 84. Se vi fosse stata tale articolazione di Educazioni, sarebbero stati necessari specifici indicatori di apprendimento per ciascuna educazione, obbligando, pertanto, i docenti dell’équipe ad esprimersi dettagliatamente. Per una questione di opportunità, in sede di prima applicazione si è preferito non creare difficoltà organizzative e di programmazione, raccogliendo tutte le Educazioni in una sola voce di sintesi. Proprio per la sua natura di sintesi, la voce “convivenza civile” ha bisogno di vedere esplicitati gli indicatori delle attività effettivamente svolte, che, nel caso richiamato si riferiscono a lettere e scienze. Gli indicatori riportati nella modulistica B1 e B2) sono soltanto esempi.