Prima Ora | Notizie scuola del 15 maggio 2026

BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00

Festa del Papà, docente fa domanda ad alunno e lui piange: era “schiavo” domestico, picchiato dai genitori e costretto a pulire la stalla

Una docente è riuscita a salvare un alunno dalle violenze subite in famiglia: un bambino che oggi ha quasi 13 anni, avrebbe vissuto per anni come un invisibile schiavo domestico all’interno di una famiglia del trevigiano.

Come riporta Il Corriere della Sera, giovedì quell’orrore è approdato in un’aula di tribunale a Treviso dove i genitori – una coppia di cinquantenni italiani – devono rispondere della pesante accusa di maltrattamenti in famiglia in concorso. 

L’indagine

L’indagine era scattata a fine marzo del 2025. Qualche giorno prima, il 19, in occasione della festa del papà, l’insegnante di sostegno del bambino, che al tempo frequentava la prima media, gli aveva chiesto se avesse preparato un pensiero per il genitore. La reazione del piccolo l’ha però gelata: con un pianto irrefrenabile ha confessato che lui quel giorno non fa festa e di subire percosse continue da parte di un padre definito “cattivo”.

Così è stata informata la preside ed è subito scattato il protocollo di tutela che ha portato anche all’audizione protetta del minore, avvenuta nei locali della scuola. Il ragazzo avrebbe descritto agli inquirenti un’esistenza scandita dai ritmi della stalla di famiglia piuttosto che da quelli della scuola.

Ogni mattina, alla prime luci del giorno, veniva costretto ad alzarsi per accudire il bestiame e pulire un ovile. Copione che si ripeteva identico nel pomeriggio, subito dopo il rientro da scuola, impedendogli di fatto di dedicarsi ai compiti o al gioco. E al minimo cenno di stanchezza o per banali dimenticanze sarebbero scattate le punizioni fisiche: il padre lo avrebbe picchiato regolarmente utilizzando anche una cintura come frusta, colpendolo con violenza inaudita.

Un clima di terrore che sarebbe stato alimentato anche dai fratelli maggiori, che lo avrebbero “battuto” spesso. Qualche settimana prima della confessione, il bambino si era presentato in classe con una profonda ferita sulla guancia: prima avrebbe parlato di un gesto violento con una forca da parte di un fratello e poi aveva raccontato una caduta in bicicletta. 

Così all’inizio il racconto del ragazzino aveva sollevato più di un dubbio, spazzato via, però, dai riscontri oggettivi. La svolta nelle indagini è arrivata con le intercettazioni ambientali e le riprese video installate segretamente dai Carabinieri all’interno dell’abitazione. I filmati avrebbero immortalato una realtà quotidiana degradante: il padre che alzava la voce, bestemmiava e colpiva il ragazzo con tale forza da indurlo a pianti disperati, intimandogli poi il silenzio per evitare ulteriori “lezioni”.

L’uomo è stato arrestato

Documentato anche il ruolo della madre, rimasta spettatrice inerte e silenziosa delle sevizie, senza mai intervenire in difesa del figlio o denunciare le brutalità del marito. Il calvario è terminato ai primi di maggio del 2025 quando l’ennesimo episodio di violenza ha spinto i militari a intervenire con l’arresto dell’uomo e l’allontanamento immediato del minore.

Lo studente è stato trasferito in una struttura protetta dove nel corso di quest’ultimo anno ha iniziato un faticoso percorso di recupero. Secondo quanto emerso il ragazzino è tornato a sorridere e ha ripreso i contatti con i vecchi compagni di classe.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate