Home Attualità Fico: se cade il Governo si va al voto

Fico: se cade il Governo si va al voto

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Il presidente della Camera Roberto Fico, rispondendo alle domande della Stampa parlamentare nel corso del consueto scambio di auguri natalizi, ha detto: “Gli italiani, in questo momento, tutto vogliono tranne una litigiosità estrema ma provvedimenti concreti per andare avanti”. 

Incalzato sulla possibile crisi di governo, ha risposto: “In una democrazia parlamentare tutto può accadere se c’è una nuova maggioranza. La mia opinione personale è che sia un percorso molto stretto e che quindi, in caso di crisi, si andrebbe a elezioni. Gli schemi sono stati già tentati tutti. E’ molto difficile una terza via. Il Parlamento dovrà fare la sua parte anche sul Recovery, io vorrei che andassimo orgogliosi del Parlamento che – lo dico un’altra volta –  è la task force dei cittadini italiani per la quantità di lavoro che sta facendo. Conosco il rispetto del presidente del Consiglio  delle istituzioni tutte. Quando poi ci sarà una decisione sul percorso, dirò la mia pubblicamente”.

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Ma Fico ha pure rivendicato il lavoro fatto dal Governo: “La Camera non ha abdicato un solo giorno, durante tutta la pandemia. Stiamo reggendo, dobbiamo avere uno scatto d’orgoglio, le istituzioni stanno reggendo, sta reggendo il governo, il Parlamento e le comunità locali. E questo ce lo riconosce anche l’Europa. Abbiamo attuato un’azione di controllo sugli atti del governo enorme. Il parlamento ha avuto la capacità di trasformare i tantissimi decreti che sono arrivati. Molti emendamenti di maggioranza e opposizione sono stati approvati. Non ci può essere nessun atto del governo che non sia controllato dalla Camere, siamo una Repubblica parlamentare. Non vedo l’ora di tornare alla normalità”. 

Sembra dunque che una crisi di Governo non sia da escludere, considerate le spallate che l’opposizione ogni giorno assesta alla maggioranza che oggettivamente sembra sbadata e non abbia le idee chiare, non solo relativamente agli ambiti dove distribuire i fondi che arriveranno dall’Europa, ma nella stessa gestione della pandemia tra aperture e chiusure, dichiarazioni e smentite, cabine di regie e coinvolgimento del parlamento. Fra l’altro non riesce neanche a comunicare con efficienza, per cui mentre il leader di uno dei  partiti che sostiene il Governo minaccia un altro blandisce, qualche altro si appisola mentre il grosso dei deputati aspetta tempi migliori, smarrito. 

In attesa pure gli italiani che non sanno se uscire per sfruttare il Cashback o se stare a casa per evitare il contagio, mentre quali decisioni si prenderanno sulla scuola, chiuderle tutte o riaprirle parzialmente o solo la primaria e fino a quando, rimane un mistero non svelabile, aspettando che sia il covid a deciderlo, come se non ci fossero strumenti, scienziati, tabulati, tavole, calcoli  per prevederne gli sviluppi almeno nel breve-medio termine. 

E in questa ambigua situazione, dentro la quale tante certezze sembrano franare, ci chiediamo sempre perché un’Angela Merkel italiana non possiamo averla?