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17.09.2025

Filiera tecnologico-professionale, CCNL e aggiornamento GPS, audizione in Senato: le reazioni dei sindacati

Redazione

Oggi, 17 settembre, si è tenuta presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione al Senato, l’audizione sul decreto legge 127 del 9 settembre 2025. Ad intervenire su filiera tecnologico-professionale, CCNL e aggiornamento GPS anche i sindacati del comparto scuola. Ecco le loro posizioni.

Flc Cgil: contrari a filiera e proroga GPS

La Flc Cgil, confermando la contrarietà al progetto della Filiera formativa tecnologico-professionale, ha espresso serie preoccupazioni riguardo alle misure proposte per la “tempestiva programmazione” dei percorsi della filiera entro i primi mesi del corrente anno scolastico. Il ruolo degli organi collegiali in merito a scelte didattiche ed organizzative non può essere sostituito, come appare dalla lettura del testo, da alcun automatismo. Infatti, il dirigente scolastico e gli organi collegiali sono sempre chiamati alla definizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) della scuola, la cui autonomia è tutelata al Titolo V della Costituzione.

Al rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca” sez. scuola 2022-2024, vengono destinati 240 milioni di euro provenienti da partite di giro di fondi già destinati al personale e al sistema (: tardiva attuazione dei nuovi ordinamenti professionali del personale ATA, risparmi derivanti dal mancato incremento dei docenti di sostegno, riduzione di due componenti della commissione dell’esame di Stato ed economie derivanti dal Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa). Il risultato sarebbe un compenso “una tantum” di circa 120 euro lordi a lavoratore. Un importo irrisorio se confrontato con la perdita permanente del potere d’acquisto dei salari nel triennio 2022/24, che si attesta attorno al 17%, per cui sarebbero necessari incrementi superiori a 300 euro al mese.

La Flc Cgil, infine, ha criticato la proroga del potere di ordinanza in capo al ministro per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze e delle graduatorie di istituto anche per il biennio costituito dagli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028. Lo strumento dell’ordinanza ministeriale era stato adottato in piena emergenza epidemiologica, ma le problematiche emerse in questi anni: modalità di assegnazione degli incarichi, eterogeneità dei percorsi di abilitazione/specializzazione, moltiplicarsi dei soggetti erogatori di titoli culturali, ecc. richiedono un ripensamento sostanziale delle regole e dei punteggi attribuiti alle singole voci, per cui è necessario un confronto con le OO.SS.

Gilda: temi cruciali affrontati in modo parziale

Dissenso totale è stato espresso sull’art.2, riguardo la filiera tecnologica professionale, la Federazione Gilda Unams denuncia come si voglia rendere ordinamentale una sperimentazione ancora in corso, dai risultati non valutabili e che ha raccolto una scarsa adesione da parte di scuole e famiglie. Particolarmente grave, secondo la Federazione, è l’imposizione ai Dirigenti Scolastici di candidare i propri istituti, scavalcando gli organi collegiali e violando l’autonomia scolastica.

In merito al rinnovo del CCNL 2022-24, la FGU pur accogliendo positivamente lo stanziamento dei 240 milioni di euro, le ritiene risorse insufficienti per recuperare la perdita di potere d’acquisto subita dal personale scolastico.

Positiva, invece, la misura sull’assicurazione sanitaria che in ogni caso è stata finanziata con risparmi e non con nuove risorse.

Infine, per quanto riguarda il precariato, la Federazione ha ribadito che la proroga del sistema delle supplenze tramite ordinanza non risolve il problema, ma rischia di cronicizzarlo. È urgente avviare un tavolo per la revisione del regolamento delle supplenze.

“Il DDL in questione ha un approccio che non può soddisfare i principi per cui noi ci battiamo come organizzazione sindacale. La Scuola italiana è un bene comune fondamentale e il dl in esame affronta temi cruciali ma in modo parziale e a tratti inadeguato. Come FGU chiediamo con forza investimenti strutturali e non misure straordinarie, rilancio della contrattazione collettiva, valorizzazione del ruolo educativo della scuola senza logiche di risparmio o interventi emergenziali. La scuola italiana merita stabilità investimenti e rispetto”. E’ il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

Uil Scuola: fondi del contratto destinati ad altro. Sulle GPS non bastano proroghe

DI seguito le considerazioni della Uil Scuola:

“In merito all’articolo 3 del decreto, che destina risorse al rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, rileviamo che tali fondi derivano da stanziamenti originariamente vincolati al nuovo ordinamento professionale ATA, al Fondo per la valorizzazione del sistema scolastico e al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa. La UIL Scuola RUA apprezza l’impegno del Governo a sostenere il personale scolastico, ma sottolinea che ciò non può avvenire sottraendo risorse già destinate a finalità precise.

Per il personale ATA, in particolare, si riconosce la necessità di riformare l’ordinamento professionale, come più volte sostenuto dalla nostra organizzazione sindacale, ma non è accettabile sottrarre risorse indispensabili al suo avvio, soprattutto in un contesto di inflazione elevata e progressivo impoverimento delle retribuzioni. È urgente che le risorse destinate ai lavoratori della scuola siano aggiuntive e strutturali. È inoltre fondamentale introdurre misure di detassazione sugli aumenti contrattuali e garantire l’utilizzo delle risorse già previste per il rinnovo del contratto 2025/2027, così da restituire al personale scolastico la dignità economica e professionale che merita.

Infine, sull’articolo 4, relativo alle supplenze e alla proroga triennale delle GPS, ribadiamo che non bastano proroghe emergenziali. Serve un regolamento stabile sulle supplenze e interventi su tre criticità principali:

  1. la disparità di punteggio tra docenti teorici e ITP inseriti nelle graduatorie di sostegno di I fascia, non giustificata, perché il percorso di specializzazione è identico;
  2. l’algoritmo di assegnazione che permette scavalcamenti di docenti con punteggio superiore. Questo avviene perché i docenti con punteggio maggiore vengono considerati rinunciatari nel caso non abbiano indicato, tra le 150 preferenze, le scuole effettivamente disponibili al momento del turno di La UIL Scuola RUA ha seguito numerosi contenziosi su tali situazioni, tutti conclusi a favore dei lavoratori, confermando l’ingiustizia del sistema.
  3. l’aggiornamento delle tabelle di valutazione dei titoli e dei servizi, che necessitano di aggiornamento e non possono essere congelate da una proroga

Rinnoviamo anche in questa sede la richiesta di rendere strutturale, attraverso un intervento legislativo, la procedura straordinaria di immissione in ruolo da GPS di I fascia, scaduta quest’anno, estendendola ai posti comuni, per garantire stabilizzazione e continuità didattica”.

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