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22.01.2026

Filippo Caccamo: “Registro elettronico? Il male assoluto. Toglie ai ragazzi la cosa più bella del mondo: bigiare”

Il comico ed ex docente Filippo Caccamo è stato intervistato ai microfoni del Poretcast, il podcast dell’attore Giacomo Poretti, nell’ultima puntata pubblicata ieri, 21 gennaio. L’attore e autore famoso per i suoi video virali sui social e i suoi spettacoli teatrali ha discusso, ovviamente, di scuola.

Ecco gli aneddoti sulla sua esperienza a scuola: “Il liceo è stato veramente un dramma. Sono stato bocciato due volte alle superiori e una delle volte la decisione è avvenuta a causa vostra, perché scrivevo i vostri copioni a penna durante le lezioni. Mia mamma fu convocata dall’insegnante di latino perché avevo preso uno in un compito; in realtà, durante le spiegazioni, io stavo trascrivendo i vostri sketch. Quello è stato l’inizio del mio tracollo”.

“Liceo? Ho tentato di farli tutti”

“Liceo? Ho tentato di farli tutti. Ho fatto il liceo classico, poi un altro classico e ho finito a scienze umane (quello che una volta si chiamava psicopedagogico)”, ha aggiunto.

“Il registro elettronico è il male assoluto. Toglie ai ragazzi la cosa più bella del mondo: bigiare. Quanto era bello falsificare la firma; quando l’insegnante la prendeva per buona ti sentivi parte della criminalità organizzata. Adesso, se sei assente, dopo dieci minuti viene segnato sul registro e la mamma ti chiama subito. È tutto controllato. Io credo sia un tema di frustrazione. Noto una proiezione costante della frustrazione del genitore nei confronti del figlio. Tendono a controllarlo affinché non faccia gli stessi errori che hanno vissuto loro. Questo controllo ossessivo per far avere successo al figlio porta i ragazzi ad avere aspettative troppo irreali”, ha concluso.

“Necessario snellire la burocrazia”

“Le nozioni sono essenziali, ma serve che gli insegnanti offrano una valutazione ampia dell’allievo, di cui fa parte anche la condotta”, ha detto tempo fa il comico, parlando di cosa secondo lui dovrebbe essere la scuola.

Caccamo ha spiegato cosa, secondo lui, andrebbe cambiato: “Quello che penso serva alla scuola di oggi – lo ripeto sempre e non mi stancherò di farlo – è una rivalutazione della figura dell’insegnante. Va bene digitalizzarsi, vanno bene i fondi Pnrr per le scuola ma serve rimettere i docenti in condizioni sicure per insegnare e garantirgli una retribuzione dignitosa. Anche il sistema di reclutamento per come è impostato oggi non funziona più, troppi anni di precariato, troppa incertezza: è necessario snellire la burocrazia”.

“In buona fede naturalmente penso che la cosa giusta da fare sia mettere l’insegnante in condizione di fare il suo mestiere nella maniera migliore. E che questo migliori anche la relazione con gli studenti. È chiaro, però, che le armi del docente, come il voto in condotta, possono servire. Credo che molto dipenda dalla sensibilità del singolo”, ha continuato.

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