Home Politica scolastica Legge di Stabilità: il diavolo si annida nei dettagli

Legge di Stabilità: il diavolo si annida nei dettagli

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Perché spesso si legge in modo generico e globale, ma “il diavolo si annida nei dettagli”.

Il testo pubblicato dall’Ansa, ancora in bozza, della legge di stabilità vede l’art. 3 e l’art. 28 come articoli specifici sulla scuola. Il primo punto, nota Bruschi, è che “mancano le relazioni tecniche agli articoli, importanti per meglio definire la volontà del legislatore e per capire quanto del “piano scuola” sarà finanziato attraverso rimodulazioni del bilancio Miur (cui il capitolo 28 è dedicato) e quanto da nuove entrate”.

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Si tratta di un punto importante per capire se davvero ci saranno nuovi cospicui investimenti, come tanto sbandierato, nel settore scuola.

Un’altra notazione di Bruschi fa riflettere: “Per quanto riguarda l’art. 3, il procedimento è inverso rispetto all’art. 64 della legge n. 133/2008. In quel caso, a fronte dei tagli, si delineavano delle deleghe regolamentari finalizzate a ridisciplinare i vari settori. In questo caso, c’è soltanto la previsione di un fondo indistinto “per la buona scuola” pari a 1 miliardo di euro per il 2015 e 3 miliardi di euro a partire dal 2016, con “prioritario riferimento alla realizzazione di un piano straordinario di assunzione di docenti”.

Cauto ancora Bruschi sulla conferma del piano di assunzioni: “Si va verso l’azzeramento delle GAE e delle GM. A fronte dell’ingente spesa, si preannunciano alcuni “tagli” a decorrere dal 1° settembre 2015: personale Ata, supplenze brevi, esoneri e semiesoneri, compensi ai commissari interni delle “maturità”. E l’organico funzionale? Bruschi sostiene che servirà per esonerare parte del personale dal ruolo e impiegarlo in altre mansioni “scolastiche”.

Il diavolo, dunque, si annida davvero nei dettagli? Per fare un esempio, una maldestra applicazione dell’azzera graduatorie sarebbe disastrosa: la differenza tra vizio e virtù riguarda due punti: un utilizzo ottimale degli organici, davvero finalizzato alla attività scolastica e senza il “mercato delle vacche” delle assegnazioni e la catastrofe delle “riconversioni” a spanne; una vera a salda prospettiva per le gli aspiranti neoabilitandi e abilitati, che devono avere certezze sulla possibilità di accesso, cadenzato rigorosamente nel tempo, ai ruoli.

Insomma diamo tempo al tempo. E, al di là dei facili entusiasmi, attendiamo di capire bene le modalità e i tempi della tanto sperata Buona Scuola.