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Fino all’11 giugno si lavora per le tasse

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Afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi:  “Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, all’aumento dell’Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l’arco dell’anno, all’introduzione della Tasi e, soprattutto, all’inasprimento fiscale che graverà sulle banche, compensano abbondantemente il taglio dell’Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi. Al netto delle modifiche che potrebbero essere introdotte nella nota di aggiornamento al Def che sarà presentata nelle prossime settimane, la pressione fiscale di quest’anno è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2013”.

Tra le conseguenze c’è lo spostamento in avanti del cosiddetto “Tax Freedom Day”, cioè il giorno in cui si smette di lavorare per le tasse.

Nel 1995 era a fine maggio, ora si è spostato fino all’11 giugno. ”Nonostante la restituzione degli 80 euro ai redditi più bassi, con un carico fiscale di questa portata sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie”.  

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