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Fioramonti, il ministro contento se gli studenti scioperano per salvare il clima: onorato di conoscere Greta Thunberg

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Se un docente non può compiacersi per lo sciopero dei suoi studenti, figuriamoci il ministro dell’Istruzione. Ma se il motivo della protesta è “nobile”, come la salvaguardia del clima e delle risorse naturali, come lo sciopero programmato dagli studenti per il prossimo 27 settembre, allora il discorso cambia. Al punto che il neo responsabile del Miur, Lorenzo Fioramonti, si dice quasi contento del fatto che gli studenti non si rechino a scuola per rivendicare un diritto umano di questa portata.

L’intervento alla lectio magistralis di Siena

“Sono contento di fare il ministro in un’epoca in cui di tanto in tanto gli studenti il venerdì non vanno a scuola per scioperare per il clima, come dice Greta Thunberg, che ho avuto l’onore di conoscere”, ha detto ministro dell’Istruzione durante la sua lectio magistralis a Siena nell’ambito della Siena Summer School on Sustainable Development organizzata dall’Università di Siena al Santa Chiara Lab.

Perché non applichiamo la scienza?

“Lo dicono anche gli adolescenti di oggi e anche i miei figli – ha aggiunto Fioramonti -, invece noi adulti lo abbiamo dimenticato, se leggiamo cosa dicono gli scienziati dovremmo smettere di fare qualsiasi cosa e pensare solo a questo”.

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“Noi spesso facciamo l’opposto: parliamo dell’importanza della scienza, salvo poi non applicarla perché diventa troppo sfidante, troppo critica quando mette in discussione delle routine modelli di consumo già accertati”.

L’esempio di Greta

“Invece Greta (Thunberg, la 16enne svedese, affetta dalla sindrome di Asperger, divenuta uno dei simboli mondiali nella lotta contro il surriscaldamento del pianeta e la difesa dell’ambiente ndr) e i 16enni di oggi vogliono prendere sul serio la scienza ed è stupendo: dicono a noi scienziati ‘voi non date abbastanza peso alla scienza'”, ha chiosato Fioramonti.

Ecco che, allora, tra due venerdì potremmo ritrovarci nell’insolita situazione di assistere a migliaia di ragazzi-studenti che scenderanno in piazza, con il Miur che, anziché minimizzare e divulgare le percentuali di adesioni poco soddisfacenti, si potrebbe ritrovare a fare il tifo per loro.