Home Ordinamento scolastico Fondi bloccati alle paritarie. Debiti con le banche

Fondi bloccati alle paritarie. Debiti con le banche

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Lanciato per l’ennesima volta l’allarme sulla sorte delle scuole paritarie che soffrono ancora una volta del blocco dei fondi dello Stato

A creare per l’ennesima volta una situazione drammatica per gli istituti non statali è, scrive Avvenire,  una “questione interna” a questo segmento del sistema scolastico italiano.

Nei mesi scorsi era stato presentato un ricorso a Consiglio di Stato contro i criteri di assegnazione dei fondi statali del ministero dell’Istruzione, che prevedevano una priorità per i gestori non profit delle scuole paritarie. Ricorso accolto a fine gennaio 2016, che ha costretto il ministero dell’Istruzione a riscrivere i criteri di assegnazione dei 500 milioni di euro stanziati in finanziaria per la scuola paritaria. Decreto che ha dovuto ripassare al vaglio della Corte dei Conti, che ha utilizzato tutto il tempo a sua disposizione.

E così si è arrivati a metà di agosto 2016, quando Stefania Giannini ha firmato il nuovo decreto di attribuzione dei fondi. Ma anche per questo secondo decreto è stato presentato un ricorso al Consiglio di Stato, la cui sentenza è attesa per il 23 settembre.

 

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Nel frattempo i fondi restano nelle casse del ministero, mentre quelle delle scuole paritarie risultano sempre più vuote.

“E così la nostre scuole sono costrette a indebitarsi con le banche, nell’attesa di vedere arrivare fondi dello Stato”, mentre è stata pure inviata  una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella illustrando la situazione “non più sostenibile” e il rischio di “non vedere rispettati i dettami costituzionali, du cui lui è garante”.

Anche per questo il presidente nazionale dell’Agesc ha chiesto di essere ricevuto al Quirinale per esporre al presidente Mattarella (che tra l’altro è stato ministro dell’Istruzione nella sua carriera parlamentare) la situazione.

“Quando una scuola paritaria chiude viene meno un pezzo di libertà culturale del nostro Paese e la scuola unica non può che preludere ad una ‘educazione di Stato’. Siamo il fanalino di coda dell’Europa in materia di libertà di scelta educativa, che in Italia rimane un sogno per migliaia di genitori”, commentano i responsabili delle scuole paritarie.