Sta entrando nel vivo l’Accordo che regolamente le modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore della scuola.
Si tratta di una adesione automatica al fondo previdenziale, in parte sovvenzionato dallo Stato, che trova applicazione nei confronti di tutto il personale assunto, dopo il 1° gennaio 2019, nelle scuole e nelle istituzioni AFAM: l’accordo prevede sia l’adesione espressa, mediante una esplicita manifestazione di volontà dell’aderente, sia l’adesione mediante silenzio-assenso.
Il lavoratore neo-assunto e tutti quelli a ritroso fino al 2019 hanno ricevuto o riceveranno una dettagliata informativa dalla propria amministrazione, con le informazioni generali sulla previdenza complementare e informazioni specifiche sul Fondo Espero, anche mediante rinvio al sito web del Fondo o di siti web istituzionali, sulla possibilità di iscriversi e sul meccanismo del silenzio-assenso.
Nei nove mesi successivi, il lavoratore può decidere di iscriversi espressamente o dichiarare che non vuole iscriversi (in tale ultimo caso, naturalmente, non scatta il meccanismo del silenzio-assenso). Se non fa né l’una né l’altra cosa allo scadere dei nove mesi egli è iscritto.
Riceverà, quindi, una seconda comunicazione, stavolta da parte del Fondo Espero, che lo informerà dell’avvenuta iscrizione evidenziando anche che, entro un mese, potrà esercitare il diritto di recesso. Solo dopo che è trascorso questo ulteriore periodo, senza che sia stata manifestata alcuna volontà, l’iscrizione si perfeziona.
Ma è davvero utile iscriversi al Fondo Espero? Quali sono i benefici per chi aderisce? A chi non conviene sicuramente dare l’assenso? Quanto è opportuno versare ogni mese? Quale forma di investimento propone Espero? Quali benefici avrà il lavoratore al momento del pensionamento? A queste e altre domande ha risposto martedì 29 luglio alle ore 12.30 Francesco Moretti, direttore generale Espero.
Durante la trasmissione vi è stato spazio anche per i quesiti del pubblico.