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Aggiornato il 02.02.2026
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Frana Niscemi, l’appello di Stefania Auci per salvare la biblioteca. Intanto in paese riaprono le scuole

A Niscemi anche la biblioteca comunale rischia di crollare a causa della frana che minaccia la comunità. Un dramma nel dramma, che non ha lasciato indifferente Stefania Auci, docente, scrittrice, autrice della fortunata saga dedicata alla famiglia Florio. Nel giorno in cui in paese riaprono le scuole – tranne qualle che si trovano nella “zona rossa” – dalle pagine di Repubblica arriva l’appello per la salvaguardia del patrimonio librario del borgo nisseno.

Il patrimonio librario a rischio

“Ci sono quattromila libri in bilico sul dirupo”, si legge nell’articolo firmato dalla scrittrice. “Dentro ci sono volumi di letteratura, storia e saggistica generale, tra i quali spicca un nucleo dedicato alla storia della Sicilia ed esemplari antichi, antecedenti al 1830. Tra i libri preziosi anche un’edizione del Cinquecento, testimonianza della storia di questo paese, una storia che ha radici ben lontane”.

Scrittori, giornalisti e intellettuali mobilitati

“L’appello che voglio lanciare per salvare la biblioteca non vuole essere soltanto mio”, prosegue Auci, “ma si unisce alla voce di tanti scrittori, giornalisti e intellettuali siciliani che, fin subito dopo la frana, hanno manifestato una forte volontà di sensibilizzare e dare una mano alla popolazione niscemese, anche attraverso la cultura e la conservazione dell’identità culturale”.

Preservare la memoria della comunità

“I libri della biblioteca non possono andare perduti”, scrive ancora l’autrice, “dentro ogni pagina c’è un pezzo di Niscemi che ora più che mai ha bisogno di restare legato saldamente alla propria storia per guardare al futuro. Chiedo a tutti, semplici cittadini, scrittori, giornalisti, di alzare la voce e chiedere che la memoria di Niscemi venga preservata.

“La cultura non frana”

“Forse è la passione per la storia che mi spinge a protestare”, conclude Auci, “o forse la consapevolezza che ogni brandello di passato che va perduto è un pezzo dell’identità che non viene più trasmesso. Salvare la biblioteca di Niscemi non è solo un atto di rispetto per questa cittadina. Ma anche un gesto d’amore per il nostro passato: un passato collettivo, plurale, fatto da mille voci differenti che merita protezione, cura e amore. #LaCulturaNonFrana”.

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