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Aggiornato il 03.02.2026
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Franca Viola e il delitto d’onore, lo spettacolo “L’altro ieri” proposto alle scuole: perché consigliarlo agli studenti?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Maria Lombardo, giornalista esperta di cinema e cultura, sullo spettacolo “L’altro ieri”, basato sulla storia di Franca Viola, con protagonista Alice Canzonieri, a cui hanno assistito numerosi studenti.

E’ Franca Viola, è Filippo Melodia, è voce del popolo, è cantastorie”. Alice Canzonieri, giovane e brava attrice siciliana di Ragusa, sola sulla scena, cambia abito, cambia personaggio, si fa in tre o in quattro nel dar vita a “L’ Altro Ieri” lo spettacolo di Salvatore Greco che da oltre un anno continua il suo viaggio raccontando una vicenda che fa storia del costume, della società e del diritto nel nostro Paese. Greco si è liberamente ispirato per la drammaturgia alla vera storia di Franca Viola, ragazza siciliana di Alcamo nel Trapanese che nel 1966 col suo gesto di ribellione, innescò un cambiamento nella storia italiana. Dal film “La moglie più bella” girato a caldo (1970) da Damiano Damiani con Ornella Muti, al libro “Franca Viola. La ragazza che disse no” di Katja Centomo (2018), al film “Primadonna” di Marta Savina (2020), ai numerosi documentari e altre versioni teatrali, la vicenda è stata oggetto di diverse narrazioni.

“L’altro ieri” è scritto e messo in scena da Salvatore Greco artista catanese multidisciplinare attivo come regista, dj, animatore musicale, drammaturgo, la cui carriera comincia negli anni ’70 in radio, all’incrocio fra musica, teatro, comunicazione e cinema. Da oltre trent’anni opera nell’ambito del teatro per ragazzi, comunitario e sociale muovendosi con rigore formale ed essenzialità. La produzione è dell’Associazione capolavori con la partecipazione di Statale 114. Dopo il debutto nel settembre 2024 in uno spazio all’aperto della periferia di Catania, nell’ambito di un progetto volto a portare la cultura incontro alla gente allo scopo anche di formare una coscienza critica nei giovani, dopo la partecipazione al Fringe Catania international Festival 2025, “L’altro ieri” continua con grande successo di pubblico il giro della sale teatrali con un pubblico in gran parte composto da scolaresche di istituti superiori.

Alice Canzonieri si è formata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica dell’INDA (Istituto nazionale del dramma antico) di Siracusa. Lavora tra teatro, cinema e televisione. Ha partecipato, tra gli altri, a “Il Commissario Montalbano” e “L’arte della gioia” di Valeria Golino. Ha grande padronanza dello spazio scenico ed è agile con “L’altro ieri” nei passaggi emozionali da un personaggio all’altro.

Lo spettacolo rappresenta un invito a riflettere sul rispetto dei diritti, sull’uguaglianza di genere e sulla necessità di superare mentalità patriarcali ancora oggi alla base dei frequenti femminicidi. Ed è per questo che è consigliabile al pubblico scolastico.

“Nel 2022 – racconta l’autore e regista – l’attrice Valeria Contadino mi fece leggere alcune pagine di “Sangu Me” di Myriam Lattanzio, chiedendomi se potesse interessarmene la regia. Chiesi di prendere spunto dal testo ed elaborare un monologo, e così avvenne. La messinscena era molto diversa: durante il lavoro ci furono molte discussioni ma andammo comunque in scena. Un anno e mezzo dopo incontrai casualmente Alice Canzonieri. Le proposi il copione e decidemmo di realizzare una première in uno spazio di frontiera nell’estrema periferia della città. Ho lavorato instancabilmente: era una sfida apparentemente impossibile. In questo percorso prezioso è stato il dialogo con Silvio Parito di Statale 114.  Nel teatro non esiste una consacrazione definitiva. Il teatro procede sempre, assumendosi la propria responsabilità di direzione e verità, e ogni passo diventa testimonianza di coraggio, passione e coerenza”.

Salvatore Greco (erede e allievo di Nando Greco grande uomo di teatro che fu creatore e direttore del Teatro Club di Catania, spazio delle avanguardie anni Sessanta e Settanta), adotta un linguaggio teatrale intenso, essenziale e diretto, privo di orpelli, rifacendosi al modello stand-up comedian, dove la vita vissuta diventa materia scenica.

Il risultato è coinvolgente ed emozionante grazie alle capacità espressive di Alice Canzonieri che accompagna in un viaggio attraverso fatti, ricordi e tensioni di un’intera epoca dando voce a più personaggi – Franca, il suo aggressore e la comunità – restituendo parole, silenzi e conflitti della storia civile italiana.  Intreccio di narrazione, riflessione sociale e musica, “L’altro ieri” fonde parola e suono in un’esperienza teatrale educativa, che stimola il dibattito. I brani musicali sono tratti da “Sangu Me” di Myriam Lattanzio.

Abbiamo assistito a uno spettacolo con classi di liceo in platea, attentissime, partecipi e con ragazzi alla fine desiderosi di esprimere il proprio pensiero sull’argomento. Se l’arte può contribuire alla costruzione di una coscienza collettiva – ed è certamente così – questo è un ottimo esempio.

La storia di Franca Viola e l’abolizione dal codice penale del matrimonio riparatore e del delitto d’onore

Il matrimonio riparatore era una pratica, diffusa in Italia, specialmente al Sud, fino al 1981, volta a “riparare l’onore” di una donna dopo un rapporto sessuale prematrimoniale, spesso a seguito di violenza. L’art. 544 del Codice Penale estingueva il reato di stupro se il colpevole sposava la vittima. Era il 1965 quando Franca Viola, diciottenne di Alcamo, provincia di Trapani, si rifiutò di sposare il suo rapitore e violentatore, Filippo Melodia, suscitando scandalo e vasto dibattito in Italia attraverso la stampa, fino a procedere per via giudiziaria il cui esito fu la condanna del violentatore.

Timida ma determinata e dotata di forte senso della dignità personale, Franca Viola figlia di una famiglia modesta dedita all’agricoltura, a quindici anni, con il consenso dei genitori, si fidanza con Filippo Melodia, benestante nipote di un noto mafioso locale. Quando il giovane viene accusato di furto e appartenenza a banda mafiosa, il padre di Franca decide di rompere il fidanzamento. Ma Filippo non si rassegna e dopo minacce di tipo mafioso rivolte al padre della ragazza, il 26 dicembre 1965 con una banda di amici, si ripresenta a casa Viola e porta via con la forza la ragazza e il fratellino che le si è aggrappato alle gambe. Franca viene tenuta prigioniera, digiuna per giorni fino a fiaccare la sua resistenza finchè Filippo abusa di lei. Il 6 gennaio 1966 la polizia rintraccia il rifugio e libera la ragazza. Melodia viene arrestato, conta evidentemente sul matrimonio “riparatore” allora previsto dalla legge italiana, che gli avrebbe consentito di essere scagionato se avesse sposato la vittima. Ma Franca, col sostegno della sua famiglia, dice no. Il padre si costituisce parte civile e il processo ha luogo fra la grande attenzione della stampa locale e nazionale.

L’Enciclopedia delle donne riporta: “Era la prima volta che una donna sceglieva di dichiararsi “svergognata” e sfidare le arcaiche regole di un “onore” presunto e patriarcale, nonchè il potere della mafia. “Io non sono proprietà di nessuno – dice Franca – nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce””.

Dopo qualche anno dalla sentenza che condanna Melodia e soci, Franca sposa il suo nuovo fidanzato e si costruisce una famiglia felice. Il “matrimonio riparatore” e il “delitto d’onore” sono scomparsi – a seguito della vicenda di Alcamo – dal codice penale come argomenti che legittimavano di fatto la violenza sulle donne nel 1981.

Per informazioni e prenotazioni:

Salvatore Greco

Associazione Culturale Capolavori

associazionecapolavori@gmail.com

351 5870269 – 349 8913737

Maria Lombardo

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