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31.10.2025

Gassmann: “La scuola coercitiva della mia generazione ci ha rovinato. Tanti docenti sottopagati e appassionati”

Redazione

L’attore Alessandro Gassmann, interprete del protagonista della fortunata fiction Rai Il Professore, ha parlato ancora una volta di insegnanti e di scuola, stavolta ai microfoni de La Repubblica. Nel suo discorso ha citato il problema degli stipendi bassi dei docenti e dello scontro generazionale.

“Andavo a scuola terrorizzato”

Ecco cosa ha detto sul docente che interpreta: “Penso che ce ne siano tanti di professori come lui: appassionati e sottopagati. Quello che fanno è doppiamente meritorio”. Poi l’attore ha rivolto uno sguardo alla scuola del passato: “Io andavo a scuola terrorizzato dal giudizio, dal voto, anche dalla reazione dei miei genitori. Quando prendevo voti bassi mio padre non era contento. Ci vuole sempre un equilibrio per vivere civilmente, ma la scuola coercitiva vissuta dalla mia generazione ci ha rovinato”.

Poi si è focalizzato sulla sua esperienza: “Ero aggressivo: non andavo a scuola, non aiutavo i più deboli, ero un figlio poco rassicurante. Per questo mio padre è stato severo, mi ha fatto fare il servizio militare, poi mi ha preso a teatro come attrezzista sotto il palco del Macbeth. Mi ha salvato la vita. Frequentandolo, in quei due anni, stando nella botola, zitto, ho capito quanto quella scatola fosse affascinante. Ma in scena si divertivano più di me; così sono voluto uscire dalla buca”.

“Papà a scuola aveva tutti dieci”

L’attore romano tempo fa ha citato l’educazione “militare” ricevuta dal papà Vittorio: “Un esempio? Leggere tre libri a settimana e farne il riassunto era duro per un ragazzo. E io ero un pessimo studente, non avevo capito il senso della scuola. Ma papà mi ha insegnato a fare sempre, nella vita, la scelta che comporta più fatica. Infatti, sono uno stakanovista”.

“Papà nasce da un ingegnere sismico tedesco che in Italia conobbe nonna, ebrea. Nonno muore che papà aveva 14 anni, lasciando da sola a Roma una vedova ebrea con due figli nel 1938, anno grave. Due cugine di nonna vengono deportate ad Auschwitz e uccise. Lei si salva perché papà era nella nazionale di pallacanestro. L’addestramento militare nasce da quella vedova spaventata che, per uscire da una situazione disperata, punta sui figli, spingendoli a primeggiare. Papà a scuola aveva tutti dieci: nonna non avrebbe accettato un nove. Lei aveva sognato di fare l’attrice e, quando papà si iscrisse a Giurisprudenza, lo iscrisse a forza all’Accademia di arte drammatica”, ha spiegato.

“Il Professore” e l’esperienza traumatica a scuola

Gassmann, che nella serie “Il professore” interpreta un carismatico docente, ha spesso raccontato di essere stato uno studente non brillante.

“Io ho avuto una pessima esperienza scolastica, sono stato un pessimo studente perché ho sempre frequentato scuole molto coercitive, molto punitive. Avevo paura delle interrogazioni, dei voti, quindi non ci andavo volentieri, era proprio un’angoscia per me. Infatti, sono sempre andato male e spesso non ci andavo. Ho cambiato parecchie scuole per problemi caratteriali. Andavo male in tutto, tranne che in geografia perché mi è sempre piaciuta, in disegno perché ho una buona mano e in italiano, diciamo, riuscivo a esprimermi, anche perché in casa vivevo con Vittorio Gassmann che ogni congiuntivo sbagliato lascio immaginare…”, ha spiegato.

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