Home Politica scolastica Gelmini: sparito il merito. Puglisi: non è vero

Gelmini: sparito il merito. Puglisi: non è vero

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“Ogni giorno, la Buona Scuola di Renzi si rivela un goffo ritorno al passato. Prima ancora di approdare in Parlamento, il testo della Buona Scuola sta già naufragando nell’assemblearismo tipico della peggiore tradizione della sinistra conservatrice”.

“Avevamo salutato con grande favore lo sdoganamento di alcuni principi enfaticamente annunciati nella Buona Scuola. Oggi, vediamo che sulla premialità del merito i cambiamenti proposti si limitano di fatto al mantenimento di un sistema nel quale resiste l’anzianità come fattore determinante per gli scatti”.

“Per Forza Italia – ha detto ancora Gelmini – Merito, Valutazione e Autonomia sono i tre chiodi sui quali non si intende indietreggiare di un millimetro. Non consentiremo che i tre miliardi previsti dalla Legge di Stabilità per la Buona Scuola si investano esclusivamente per realizzare la più grande stabilizzazione di precari, di cui la Scuola non ha bisogno per assolvere la sua funzione educativa. Ancora di più, oggi, questo rischio è già evidente, visto che il Governo non è nemmeno riuscito a garantire i dieci milioni necessari a garantire l’esecuzione delle prove Invalsi per l’anno scolastico in corso. Il combinato disposto dell’eliminazione degli scatti di merito, della previsione di tre miliardi per stabilizzare il doppio dei precari rispetto ai posti disponibili e vacanti e il mancato finanziamento della partenza del sistema nazionale di valutazione e delle prove Invalsi del 2015 è inaccettabile per chi ha a cuore la qualità del nostro sistema di istruzione e formazione, che rischia di doverne subire irrimediabilmente le conseguenze per almeno venti anni”.

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E la senatrice Francesca Puglisi a stretto giro di posta: Dare valore a diverso impegno e differenti professionalità.

“Nessun dietrofront del Partito Democratico sul riconoscimento del merito degli insegnanti. Siamo rimasti l’unico Paese ad avere come criterio di avanzamento stipendiale la sola anzianità di servizio. Tutti gli altri Paesi europei utilizzano o solo il merito o un sistema misto tra merito e anzianità di servizio”.

“Il Pd ha messo nella consultazione ‘La buona scuola’ la faccia, la testa, il cuore e le gambe, promuovendo in tutta Italia centinaia di assemblee. Nella scrittura dei provvedimenti – spiega – terremo in considerazione ciò che abbiamo ascoltato e quello che è emerso dai dati che ha presentato il ministro Giannini qualche giorno fa. E il sistema misto è quello che riscuote il maggiore consenso. Siamo inoltre convinti che occorra dare valore al diverso impegno offerto dagli insegnanti nella scuola riconoscendone le differenti professionalita'”.

“Come annunciato da Matteo Renzi – conclude Puglisi – il Pd sta coinvolgendo mille innovatori e persone che hanno a cuore l’educazione e l’istruzione che continueranno a sostenerci anche nella scrittura dei provvedimenti per fare di questa legge la prima vera riforma partecipata per la scuola che serve all’Italia”. 

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