Il cantante Ghali, pseudonimo di Ghali Amdouni, da anni impegnato per quanto riguarda la questione palestinese, ha deciso di augurare buon anno scolastico invitando studenti e docenti a parlarne tra i banchi.
Il 33enne ha lanciato questo messaggio in una storia Instagram, in cui ha raccontato di aver visto il film “Naza” al Festival del Cinema di Venezia. La pellicola è un documentario che spiega qual è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale nello sterminio dei palestinesi.
“Dopo mezza vita passata nelle scuole, ritengo che sia necessario che maestri e professori trovino spazio per approfondire su quello che sta succedendo in Palestina e nel Medio Oriente sistematicamente ormai da decenni”, ha esordito.
Ed ecco le parole rivolte agli studenti: “Non esitate a chiedere cose ai vostri insegnanti, soprattutto a quelli di storia. Buon anno scolastico a tutti”.
Ghali Amdouni è stato tra le stelle del Festival di Sanremo 2024, dove ha presentato la canzone “Casa Mia“, che ha avuto grandissimo successo anche tra i docenti e gli studenti.
Ecco un aneddoto alquanto triste sulla sua vita: “Mio padre finì in carcere la prima volta quando avevo due anni. La seconda lo arrestarono il mio primo giorno di scuola. Suonarono alle quattro del mattino e lo portarono a San Vittore. Andai a scuola lo stesso, in gran ritardo. Da allora non sono mai più stato puntuale. Non so, è come se avessi perso qualcosa”.
“Mia mamma faceva la bidella. Ma per arrotondare faceva le pulizie”, ha aggiunto. A quanto pare Ghali ha potuto coltivare la sua passione anche grazie alla scuola: “Ho scritto la prima canzone in quinta elementare. Durante la ricreazione le maestre ci facevano fare delle gare di free style, che ci cantavamo l’uno contro l’altro”.
Il cantante 30enne di origini tunisine ha discusso tempo fa, a “Che Tempo Che Fa“, in merito alla guerra tra Israele e Palestina parlando anche di scuola. Come riportano La Repubblica e Adnkronos, l’artista, riferendosi agli appelli di pace, ha detto: “E’ quello che abbiamo imparato a scuola ed è strano ritrovarsi in un mondo così. Fa un po’ strano. Ci hanno insegnato una cosa per tutta la vita ed a un certo punto sentiamo che non si può”.
“Qualsiasi cosa – il successo, tutti i beni, tutte le ricchezze che abbiamo – non sarebbero delle ricchezze se non possiamo condividerle. Sono condivisibili solo se stanno tutti bene, se c’è pace. Se in una stanza siamo in dieci e 7 persone stanno male, stanno male tutti. E’ importante stare tutti bene per quanto sembri banale”, ha aggiunto.