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Prima ora - le notizie 11 settembre

11.09.2026

Interpello per le supplenze: conoscerlo non basta, bisogna saperlo sfruttare

Marta controlla le graduatorie GPS della sua provincia da settimane, senza risultati: il punteggio non basta nemmeno per uno spezzone. Poi, un venerdì pomeriggio, trova sul sito di un istituto lontano un avviso che non aveva mai considerato: un interpello per una cattedra di Lettere, da coprire entro il lunedì successivo. Ha quarantotto ore per capire di cosa si tratta e rispondere. È una situazione comune a migliaia di aspiranti, eppure l’interpello resta uno strumento poco conosciuto e sottoutilizzato.

Le basi, in breve

L’interpello è la procedura con cui una scuola cerca personale docente quando GAE, GPS provinciali e graduatorie d’istituto risultano esaurite. Per il biennio 2026/2027-2027/2028 lo disciplina l’OM n. 27 del 16 febbraio 2026 — che ha sostituito la precedente OM 88/2024 — con istruzioni operative fornite dalla circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026. Per i docenti ha di fatto sostituito la MAD nelle scuole statali, che resta valida solo per ATA, paritarie, servizi educativi comunali e come extrema ratio in infanzia e primaria.

La scuola pubblica l’avviso sul proprio sito (Albo Pretorio o Amministrazione Trasparente) e lo trasmette all’USR, indicando durata, sede, orario, titoli richiesti e modalità di domanda. Priorità ad abilitati e specializzati sul sostegno, ma in loro assenza può partecipare anche chi ha solo il titolo idoneo alla seconda fascia GPS — e non serve essere iscritti alle graduatorie di quella provincia, perché l’interpello ha valenza nazionale. Restano esclusi chi ha già un contratto in corso, chi è già in bollettino per la stessa classe di concorso, e chi è stato assunto con procedure straordinarie di ruolo.

Come sfruttarlo davvero

Sapere cos’è l’interpello serve a poco: la differenza la fa chi lo tratta come un canale da presidiare con un metodo, non come un’eventualità remota da controllare ogni tanto.

Tenere i documenti già pronti

CV aggiornato, copia del titolo di studio e dell’eventuale abilitazione, autocertificazioni: prepararli prima, non quando l’avviso è già uscito. I tempi di risposta sono spesso di 24-48 ore, e chi si mette a raccogliere le carte in quel momento arriva quasi sempre tardi.

Costruire un kit di candidatura modulare

Una lettera di accompagnamento breve e un modello di domanda già pronti, da adattare in dieci minuti a scuola e posto specifico, permettono di rispondere anche a più avvisi nello stesso giorno senza partire da zero ogni volta.

Allargare il monitoraggio oltre la propria provincia

L’interpello ha valenza nazionale: conviene controllare periodicamente anche i siti degli USR e degli istituti in altre zone, non solo la propria provincia di iscrizione GPS.

Diversificare le candidature

Se si hanno più classi di concorso o titoli affini, rispondere in parallelo a più interpelli aumenta concretamente le probabilità, finché non si viene individuati altrove per la stessa supplenza.

Puntare sulle sedi meno ambite

Istituti periferici, sedi disagiate o corsi serali ricevono in genere meno candidature: a parità di titoli, le probabilità di essere scelti sono più alte che su una sede centrale.

Sfruttare le reti di categoria

Gruppi social, mailing list sindacali e community di supplenti spesso segnalano gli interpelli attivi prima che si diffondano ovunque: un canale in più per non perdere le finestre di 24-48 ore.

Leggere l’avviso riga per riga

Ogni scuola stabilisce i propri criteri – valutazione titoli, ordine cronologico di arrivo, eventuale colloquio. Non esiste una graduatoria unica nazionale a punteggio: i criteri vanno verificati avviso per avviso, non dati per scontati.

Verificare la propria posizione prima di rispondere

Se si è già individuati per una supplenza in bollettino nella stessa classe di concorso, non si può partecipare allo stesso interpello: candidarsi comunque significa solo perdere tempo.

Attenzione alle rinunce

Chi rifiuta la sede assegnata nella procedura delle 150 preferenze rischia di perdere l’accesso alle supplenze per l’intero anno, compresi gli interpelli e le conferme sul sostegno previste dall’articolo 13 dell’ordinanza: un effetto collaterale poco pubblicizzato, ma con conseguenze concrete su tutto l’anno.

Cosa aspettarsi

L’interpello non è un automatismo, ma per chi ha un punteggio GPS basso, è escluso dalle graduatorie o è disposto a cercare oltre la propria provincia può valere più di quanto sembri. La differenza la fa il metodo: monitoraggio costante, documenti pronti, candidature mirate. Chi lo affronta così, e non come un’eccezione da controllare distrattamente, trasforma uno strumento residuale in un canale reale di accesso alla supplenza.

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