Mentre in gran parte del territorio si cerca di risolvere la criticità delle alte temperature con scuole prive di impianti di raffrescamento (solo il 7,4% è dotato secondo l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva), in Sicilia, a Montedoro, 1.300 abitanti nel cuore del nisseno, la campanella suonerà senza paura del caldo. Nell’istituto comprensivo del paese infatti la scuola è interamente climatizzata. Lo riporta il TgR locale.
“I climatizzatori sono nelle classi, nei corridoi, nei laboratori e significa porre in essere tutte le condizioni di pieno benessere per la scolaresca” dice Valeria Vella, preside dell’istituto.
A far installare i condizionatori è stato il Comune grazie a un finanziamento del ministero dell’Ambiente per l’efficienza energetica e il benessere degli alunni. “Crediamo che il diritto allo studio passi anche dal fatto di disporre di aule in cui è possibile stare bene, indipendentemente dalle temperature esterne. A questo va aggiunto poi che non pagheremo nulla perché abbiamo un impianto fotovoltaico, quindi è un investimento a costo zero” spiega il sindaco di Montedoro Renzo Bufalino.
I condizionatori serviranno anche per riscaldare l’istituto comprensivo (anni fa si era rotta la caldaia) frequentato da circa 100 alunni.
“Come genitori ci sentiamo privilegiati – spiega il papà di un alunno – perché i nostri bambini vivranno un ambiente confortevole, sia d’inverno che d’estate”.
Un esempio virtuoso dunque, che potrebbe essere copiato anche da altri Comuni italiani.
L’allerta caldo a scuola è diventata un argomento serissimo: se ne parla da fine maggio, da quando le temperature hanno iniziato a sfiorare i 35°C. Sono passati oltre tre mesi e il problema torna a presentarsi. Si tratta di un tema che riguarda da vicino il calendario scolastico, poiché le scuole non sono ancora organizzate per convivere con il cambiamento climatico.
Il problema non riguarda solo le scuole del Sud. Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.
A inizio settembre il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha avviato un percorso: “Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico. L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”, ha annunciato. Si potrà fare domanda per l’installazione dei sistemi di raffreddamento nelle aule entro il prossimo 11 settembre. Questo basterà a risolvere la situazione? No, perchè servirà anche l’intervento degli Enti Locali: secondo un’analisi della Tecnica della Scuola, le risorse stanziate copriranno la spesa di circa 50 euro a classe. Mentre la spesa per i condizionatori è pari ad alcune migliaia di euro per aula.
La Tecnica della Scuola pone quindi ai propri lettori le seguenti domande:
Sei d’accordo con la decisione del sindaco di Palermo che prevede l’attivazione della Dad in caso di allerta rossa per il caldo?
Rinvieresti l’inizio della scuola al 1° ottobre riducendo i 200 giorni di lezione obbligatori?
Nel tuo istituto sono presenti i condizionatori o sono stati previsti interventi per installarli?
Quale soluzione adotteresti per combattere il forte caldo che colpisce le scuole a inizio e fine anno scolastico?
(Risposta aperta)