Il cantante Ghali, nome d’arte di Ghali Amdouni, rapper italo tunisino classe 1993, è tornato nella sua ex scuola media, a Milano. A riportarlo vari media come La Presse e TgCom24. Il cantante ha dato il benvenuto agli studenti e ha parlato di alcuni aspetti, tra cui il razzismo in Italia. “Si dice che l’Italia è razzista ed è vero però ci sono tante persone che si battono e hanno dei valori. Tante persone si battono per le giuste cause”.
“Sono più emozionato di un concerto. Da bambino non andavo fiero del mio nome, delle mie origini. La musica e la scrittura mi hanno aiutato a trasformare questo disagio”, ha aggiunto. “Non tutte le materie mi piacevano, però già capivo che la scuola era una fortuna, che non tutti i bambini possono frequentare. Ci sono dei bambini che farebbero di tutto per andare a scuola. Ci tengo a ricordarvi che quello che state vivendo, anche se non vedete l’ora di uscirne, sappiate che è una cosa che vi porterete per sempre, sarà un ricordo speciale per sempre”, queste le sue parole.
Ghali Amdouni è stato tra le stelle dell’ultimo Festival di Sanremo 2024, dove ha presentato la canzone “Casa Mia“, che ha avuto grandissimo successo anche tra i docenti e gli studenti.
Ecco un aneddoto alquanto triste sulla sua vita: “Mio padre finì in carcere la prima volta quando avevo due anni. La seconda lo arrestarono il mio primo giorno di scuola. Suonarono alle quattro del mattino e lo portarono a San Vittore. Andai a scuola lo stesso, in gran ritardo. Da allora non sono mai più stato puntuale. Non so, è come se avessi perso qualcosa”.
“Mia mamma faceva la bidella. Ma per arrotondare faceva le pulizie”, ha aggiunto. A quanto pare Ghali ha potuto coltivare la sua passione anche grazie alla scuola: “Ho scritto la prima canzone in quinta elementare. Durante la ricreazione le maestre ci facevano fare delle gare di free style, che ci cantavamo l’uno contro l’altro”.
Il cantante 30enne di origini tunisine ha discusso tempo fa, a “Che Tempo Che Fa“, in merito alla guerra tra Israele e Palestina parlando anche di scuola. Come riportano La Repubblica e Adnkronos, l’artista, riferendosi agli appelli di pace, ha detto: “E’ quello che abbiamo imparato a scuola ed è strano ritrovarsi in un mondo così. Fa un po’ strano. Ci hanno insegnato una cosa per tutta la vita ed a un certo punto sentiamo che non si può”.
“Qualsiasi cosa – il successo, tutti i beni, tutte le ricchezze che abbiamo – non sarebbero delle ricchezze se non possiamo condividerle. Sono condivisibili solo se stanno tutti bene, se c’è pace. Se in una stanza siamo in dieci e 7 persone stanno male, stanno male tutti. E’ importante stare tutti bene per quanto sembri banale”, ha aggiunto.