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Giannini chiama la preside del Virgilio: solidarietà

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La ministra dell’istruzione, Stefania Giannini ha telefonato alla preside del Virgilio, Irene Baldriga, per solidarizzare con lei ed esprimerle la vicinanza del ministero.

La telefonata della ministra dopo i fatti avvenuti nel noto liceo romano. Qui nei scorsi giorni un ragazzo maggiorenne è stato arrestato perché colto in flagrante mentre vendeva droga ai compagni. L’arresto è stato possibile perché appunto la dirigente ha chiamato i carabinieri che lo hanno portato via. L’ingresso però dei carabinieri a scuola non è piacito a taluni garanti della “libertà” che hanno aspramente criticato la preside.

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Da qui la telefonata della ministra che ha espresso solidarietà alla dirigente per gli attacchi subiti e ha ricordato che il ministero è al fianco delle scuole per continuare il percorso di promozione fra i ragazzi alla cultura della legalità.

 

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Tuttavia già la preside aveva incassato la solidarietà di altri dirigenti scolastici romani, mentre il suo commento alla telefonata della ministra è stato: «È stato un gesto di grande importanza non solo per la mia scuola ma per tutto il mondo dell’istruzione. Sono molto felice, non ho mai dubitato dell’appoggio del ministro.  La sua telefonata mi onora e mi lusinga, ma soprattutto conferma la presenza delle istituzioni al nostro fianco per ribadire i principi di legalità, sicurezza e cittadinanza a cui tutti dobbiamo guardare».

«Ci dissociamo dall’immagine di genitori conniventi di atti illeciti che avrebbero luogo nella scuola»: queste le parole dei genitori di «Insieme per il Virgilio», lista di maggioranza del Consiglio. «Partecipiamo al comitato dei genitori e non abbiamo mai sentito nessuno difendere il consumo di droga, il fumo nella scuola. Ci siamo, invece, confrontati sulle metodologie più efficaci e stiamo ovviamente riflettendo su quello che è successo e come si sarebbe potuto evitare, preservando la specificità dello spazio educativo. È importante non fomentare i conflitti tra buoni e cattivi genitori o studenti». «La scuola e le famiglie devono lavorare per creare relazioni di fiducia con gli studenti, aiutare a rialzarsi quando cadono, trovare insieme ai ragazzi le strade per dire no ad ogni dipendenza. Considerando gli studenti dei cittadini e non dei sudditi».