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Giovani, boom di licenziamenti: il Governo ha un Piano con apprendistato e scuola protagonisti

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Nello stesso giorno della pubblicazione, da parte dei “Datagiovani”, dei preoccupanti dati sulla disoccupazione giovanile – nel 2010 ben 210.000 giovani che hanno perso un posto di lavoro, a cui vanno aggiunti altri 218.000 ragazzi che sono passati dalla condizione di ‘occupato’ a quella di ‘inattivo’, o perché si sono rimessi a studiare o perché sono scoraggiati nella possibilità di trovare un altro posto di lavoro, senza dimenticare i quasi 700.000 under 35 che cercano lavoro da oltre un anno – , il Governo ha presentato alle parti sociali state presentate, nel corso di un incontro svolto a Palazzo Chigi, le iniziative previste dal Piano di azione per l`occupabilità dei giovani: il Piano, promosso dal ministro dell`Istruzione, Mariastella Gelmini, dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, "ha avviato – ha spiegato una nota del Governo – un profondo percorso di ripensamento delle politiche e delle azioni a favore dell`occupazione giovanile secondo nove linee di azione e può contare, per il 2011, su un finanziamento complessivo di oltre 1 miliardo di euro".
Le linee di azione sono diverse: si va dal monitoraggio delle professionalità richieste dal mercato del lavoro e di quelle disponibili ad un a maggiore integrazione scuola-università-lavoro, con
il nuovo apprendistato che diventerà il canale principale di ingresso nel mondo del lavoro. Viale Trastevere ha annunciato che all’interno di questo progetto si prevede la c
ostituzione, per la prima volta, di “59 Istituti Tecnici Superiori (ITS), che ad ottobre 2011 avvieranno le attività didattiche e formative. Gli ITS offrono la possibilità di conseguire il Diploma di Tecnico Superiore specializzato, con conseguente accesso al mercato del lavoro, ma anche la possibilità di proseguire gli studi all’Università”. 
Prevista anche una nuova struttura dei servizi di accompagnamento al lavoro, contratti di primo impiego, autoimprenditorialità e accesso alle professioni (autoimpiego) e contrasto al lavoro giovanile irregolare e sommerso. Gli ambiti che riguardano più da vicino gli istituti scolastici riguardano l’evoluzione dell’orientamento delle scelte educative – che prevede la modernizzazione dell’impianto organizzativo della scuola secondaria superiore, soprattutto per gli istituti tecnici e professionali, per aumentare le possibilità di scelta degli studenti e delle loro famiglie e le opportunità per l’ingresso nel mondo del lavoro, anche attraverso il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro – oltre che la diffusione della cultura della previdenza e della sicurezza sul lavoro nelle scuole. Il Piano comporterà, complessivamente, la spesa di olre 1
miliardo e 150.000 euro. 
Secondo il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il Piano ha “un valore estremamente importante. In un momento così delicato – ha dichiarato Gelmini -, come quello che stanno vivendo tutti i paesi del mondo occidentale, determinato da una crisi economica che rischia di penalizzare soprattutto le nuove generazioni, questo esecutivo decide di investire con decisione e coraggio proprio sui giovani”. Il ministro dell’Istruzione è convinto che attraverso le iniziative intraprese “riusciremo a combattere il fenomeno della disoccupazione giovanile e a garantire maggiori certezze ai nostri giovani. Dunque, interventi concreti – ha concluso Gelmini – che rivestono, in questo determinato momento, anche un grande valore simbolico”.