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Aggiornato il 08.02.2026
alle 18:33

Giovani italiani, non chiamateli “bamboccioni”: quelli che dopo la scuola entrano nei Corpi Civili di Pace – INTERVISTA a Gloria Volpe

Gloria Volpe, ex operatrice dei Corpi Civili di Pace Italiani, oggi dottoranda in Studi per la Pace, spiega alla ‘Tecnica della Scuola’ cosa sono i Corpi Civili di Pace e cosa devono fare i giovani interessati: “È un’esperienza – ha detto la studentessa – legata al Servizio civile universale del nostro Paese, che dà la possibilità, tra i 18 e i 29 anni, di sperimentarsi in comunità, ma anche di favorire l’accompagnamento di ex sfollati, ex combattenti, rifugiati politici e ambientali e lo svolgimento azioni per esempio di monitoraggio del rispetto dei diritti umani”.

La dottoressa Volpe ricorda che “l’esperienza concretizza il concetto di pace positiva  dà la possibilità di sperimentarsi in comunità per 12 mesi, in contesti di conflitto, post-conflitto o a rischio conflitto socio politico e di emergenze ambientali: richiede grande spirito di adattamento e di trasformazione delle proprie idee, in un periodo molto critico”.

I giovani interessati devono monitorare il sito internet del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale: “dovranno anche comprendere – continua la studentessa – qual è l’ambito di intervento più in linea alle proprie inclinazioni e interessi, anche all’area geografica che si sente più in linea alle proprie aspirazioni. Ci sarà quindi un colloquio e chi viene selezionato svolge una formazione specifica e su temi generali”.

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