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Giuliani a Radio Cusano sui trasferimenti al Nord: ma fare sostegno non è una vocazione?

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  • GUERINI

“Fare l’insegnante di sostegno è un atto volontario, quasi una vocazione: passarvi da cattedra comune senza ponderare questa scelta può comportare dei problemi”.

A sostenerlo è stato il nostro direttore, Alessandro Giuliani, in occasione della ripresa, dopo le vacanze estive, della rubrica settimanale “L’angolo del direttore”, svolta il 29 agosto in diretta su Radio Cusano Campus.

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“Stanno facendo discutere – ha detto Giuliani – gli accordi regionali per permettere a migliaia di docenti di non trasferirsi lontano da casa, nella maggior parte dei casi da Sud a Nord, attraverso l’impegno di coprire le cattedre vacanti di sostegno. Perché è vero che nella maggior parte dei casi quelle cattedre verrebbero affidate comunque a docenti non specializzati, ma forse ci si è dimenticato di un fatto essenziale: questi docenti di ruolo, in prevalenza assunti attraverso il piano straordinario della Buona Scuola, hanno una minima cognizione, sono consapevoli, delle responsabilità che comporta l’affiancamento formativo ad un alunno disabile?”. Perché per decenni si è puntato il dito contro quei docenti che hanno “usato” il sostegno per trovare una stabilizzazione e passare su cattedra dopo il primo quinquennio di ruolo: non sembra che dopo la Legge 107 le cose siano migliorate.

Il direttore ha anche ricordato le proteste dei comitati Coordinamenti Docenti Specializzati di Sostegno, di ruolo e non, che reputano ingiusto permettere l’acquisizione della specializzazione sul sostegno attraverso dei corsi di riconversione soft, non selettivi, oltre che meno formativi e duri di quelli affrontati da coloro che hanno fatto questa scelta con consapevolezza.

“Si sta ripetendo – ha detto Giuliani – una situazione simile a quella già vissuta con i trasferimenti del personale: una parta dei docenti, quelli assunti fino al 2014, hanno ricevuto un trattamento; gli altri sono terminati negli ambiti e sono stati sottoposti alla chiamata diretta. Perché si continuano ad usare per gli stessi lavoratori della scuola due pesi e due misure?”.

Il riferimento è anche al fatto che i posti in deroga del sostegno non sono valsi per i trasferimenti del personale specializzato, mentre ora verranno affidati, in assegnazione provvisoria, a docenti senza alcuna esperienza di didattica speciale.

Durante la trasmissione si è parlato poi dell’importanza che i 750 alunni delle zone terremotate del Centro Italia riprendano le lezioni nei propri territori: “Governo e Miur hanno ragione a fare in modo che ciò avvenga – ha detto Giuliani – perché la scuola, come gli ospedali e gli uffici postali, rappresenta un luogo-simbolo dello Stato che avvalora l’identità di un popolo e il legame alle proprie radici, in chiave pure antropologica. Il problema, ora, è fare in modo che ciò avvenga nella massima sicurezza, anche per il futuro, e che le strutture scolastiche siano in grado di reggere l’urto di un sisma pur devastante come quello della scorsa settimana”.

“Sono stato ad Amatrice poco più di un anno fa e ricordo di aver visitato il palazzetto dello sport, una struttura all’avanguardia che infatti non ha avuto grossi danni ed è diventato il riferimento – ha concluso il direttore – per i soccorritori ed anche per tanti poveri terremotati rimasti senza casa”.

Ascolta la puntata integrale (Clicca qui)

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