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Giunta regionale del Friuli: stima e fiducia ai prof

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“Sarebbe opportuno che il Consiglio regionale, nell’ambito della discussione in corso della Finanziaria 2013, esprimesse solidarietà nei confronti degli insegnanti delle scuola di ogni ordine e grado. La categoria degli insegnanti, infatti, viene troppo spesso etichettata come una casta di lavoratori impegnata per poche ore al giorno e che può godere di oltre due mesi di vacanza, mentre la realtà è diversa e l’impegno del corpo docente va ben oltre le 18 ore ufficiali di insegnamento alla settimana”. Essi chiedono l’attenzione dei rappresentanti politici e il sostegno presso il Governo, ma soprattutto una corretta informazione, nei loro riguardi, presso l’opinione pubblica.
E Brussa dice ancora: “Oltre alla solidarietà sarebbe bello venisse espresso anche un atto di stima nei confronti del corpo insegnante, afferma l’esponente PD, considerato che la nostra regione, in base alle rilevazioni Ocse, risulta tra le migliori per livello di istruzione in Italia e alla pari con i migliori sistemi d’istruzione d’Europa. Prova ne sia che i nostri studenti hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali. Riconoscimenti dovuti al lavoro dei ragazzi, ma anche sicuramente alla professionalità del corpo docenti, serio e preparato. Risulta incomprensibile come questa categoria, che dovrebbe essere messa nelle condizioni di lavorare al meglio anche in considerazione dell’evoluzione della società, dove esistono sempre maggiori complessità in termini sociali e tecnologici, venga invece percepita come una casta di persone che lavorano poco”.
Il consigliere del PD evidenzia che, oltre alle ore passate in classe, il lavoro dell’insegnate si basa anche su tante ore necessarie per la preparazione delle lezioni, per la correzione degli elaborati, per le attività collegiali, per il rapporto con i genitori, per l’aggiornamento. Ore di lavoro sommerse, non visibili, a cui si aggiungono competenze e responsabilità prima sconosciute, per poter affrontare nuove sfide sociali, culturali e professionali nella gestione della classi multietniche, delle difficoltà e dei disturbi di apprendimento, dell’integrazione scolastica di studenti con disabilità, delle nuove tecnologie, della gestione del bullismo e della violenza minorile. E Franco Brussa osserva ancora: “Serve che la Giunta regionale intervenga presso il Governo nazionale affinché questa professione venga valorizzata e non denigrata e gli insegnanti non siano tacciati di essere dei lavativi, ma vengano, anzi lodati perché, nonostante le note difficoltà della scuola, restano un punto fermo, necessario per costruire la convivenza sociale e accrescere la conoscenza. Ci piace parlare di scuola europea, ma non ci ricordiamo che in altri Paesi d’Europa gli insegnanti vengono ampiamente valorizzati e noi dobbiamo sentirci onorati di avere una classe di insegnati tra le migliori d’Italia”.