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Gli idonei ai concorsi PNRR vanno tutelati tutti

Da una docente specializzata sul sostegno, idonea alla procedura concorsuale PNRR per la classe di concorso ADSS (Regione Calabria) abbiamo ricevuto la lettera che lei ha indirizzato al presidente della Commissione Cultura del Senato.

Sul sostegno la contraddizione è particolarmente grave: ogni anno vengono assegnati da GPS numerosi contratti al 31 agosto o al 30 giugno, mentre docenti specializzati e idonei ai concorsi restano esclusi e non riescono neppure a lavorare, soprattutto nelle regioni del Sud. Le segnalazioni di circa 500 nomine annuali in singole province, da riscontrare nei bollettini ufficiali, impongono di confrontare il fabbisogno effettivo con gli idonei disponibili. Non è accettabile coprire ripetutamente esigenze strutturali con incarichi temporanei senza costruire una prospettiva per chi possiede sia la specializzazione sia l’idoneità concorsuale.

L’art. 97, quarto comma, della Costituzione individua nel concorso la modalità ordinaria di accesso alle pubbliche amministrazioni. È significativo anche il precedente del TAR Sicilia, Sez. II, sentenza n. 1875/2025, che, nella specifica vicenda del concorso ADSS 2020, ha riconosciuto ai ricorrenti la priorità rispetto alle nomine da GPS per l’anno scolastico 2024/2025.

In qualità di Presidente della Commissione, Le chiedo con rispetto:

  1. di proseguire e rendere effettivo lo scorrimento degli elenchi regionali di cui all’art. 399, comma 3-ter, del D.Lgs. 297/1994, tutelando tutti gli idonei iscritti senza esclusioni legate a quote percentuali;
  2. di sostenere la priorità degli elenchi regionali rispetto alle procedure di assunzione da GPS, in particolare sul sostegno, salvaguardando i diritti dei vincitori e le priorità vigenti;
  3. di promuovere un piano nazionale specifico per il sostegno, finanziato e finalizzato alla progressiva stabilizzazione di TUTTI gli idonei, prevedendo la possibilità di ottenere il ruolo in qualsiasi regione nella quale vi siano posti vacanti e disponibili, anche diversa da quella di iscrizione nell’elenco regionale, su scelta volontaria del docente. Il piano deve ampliare l’organico di diritto in base ai bisogni strutturali accertati, consolidare i posti oggi coperti annualmente a termine e definire tempi e contingenti verificabili di assunzione.

Chiedo quindi un meccanismo nazionale di raccordo tra gli elenchi regionali che, rispettate le priorità di legge, permetta agli idonei di accedere volontariamente ai posti residui di altre regioni. La disponibilità a trasferirsi deve diventare una concreta opportunità di ruolo: docenti specializzati e già selezionati non devono restare senza lavoro mentre altrove vi siano posti da coprire.

La ringrazio per l’attenzione e chiedo un riscontro sulle iniziative che potranno essere intraprese. Resto a disposizione per ogni chiarimento e per un eventuale confronto.

Maria Emanuela Arena

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