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Aggiornato il 05.02.2026
alle 18:25

GPS 2026, il sistema di reclutamento a tempo determinato spiegato dall’esperto

Daniele Di Frangia

La Corte di giustizia europea ha più volte sanzionato l’Italia per la reiterazione dei contratti a tempo determinato. Quali sono i sistemi di reclutamento a tempo determinato che il ministero ogni anno adotta per la copertura dei posti ancora scoperti? A rispondere, nel corso della seconda puntata dello speciale sulle GPS della Tecnica della Scuola, Attilio Varengo, segretario nazionale Cisl Scuola:

“Si tratta anche in questo caso di un sistema piuttosto complesso che passa da diversi tipi di graduatoria. Abbiamo le graduatorie ad esaurimento anche in questo caso con anche le GPS in subordine. Sono graduatorie finalizzate alla copertura su posti vacanti e disponibili residui oppure dei posti non vacanti ma disponibili. Che cosa significa? Significa la copertura dei posti al 31 agosto e la copertura dei posti al 30 giugno al termine delle attività didattiche.

La copertura di questi posti viene primariamente e prioritariamente effettuata attraverso il ricorso alle procedure informatizzate. Ricorderete come dal 2020, si era sotto Covid, l’assegnazione di queste supplenze avvenga attraverso lo strumento informatico, quindi ci sia la compilazione da parte di tutti gli aspiranti presenti nelle GPS di un’istanza di partecipazione alla procedura delle supplenze. I colleghi la conoscono come la procedura delle 150 scuole e successivamente il tanto temuto algoritmo attraverso fasi anche che talvolta peccano di poca trasparenza e sulla base delle scelte indicate dagli aspiranti assegnano queste supplenze”.

Il sistema delle graduatorie d’istituto

“Poi abbiamo il sistema delle graduatorie di istituto che hanno una finalità diversa da quelle delle GPS e delle GAE. Le graduatorie d’istituto hanno come vocazione quella di andare a coprire i posti lasciati liberi dalle assenze di personale. Quindi abbiamo una tipologia di assenze completamente diversa da quella precedente. Prima si parlava di posti al 31 agosto, si parlava di posti al 30 giugno, qua si parla invece di posti relativi a supplenze brevi e temporanee, cioè supplenze che nascono sostanzialmente in seguito alle assenze dei titolari. Dobbiamo però essere sinceri, le difficoltà a reperire personale, che caratterizzano tutto il sistema di reclutamento della scuola, fanno sì che le graduatorie d’istituto sovente vengano utilizzate anche per la copertura dei posti che non riescono a essere coperti dalle GPS e dalle graduatorie ad esaurimento. Ma allora è un sistema così complicato? È davvero un sistema molto complicato che sorbisce e sortisce anche un ulteriore effetto negativo.

A queste criticità aggiungiamo ancora un sistema di sanzioni che l’amministrazione pone in essere e che a loro volta sono elementi fortemente distorsivi nell’attribuzione delle supplenze. Perché? Perché l’abbiamo chiesto ultimamente anche al Ministero, non abbiamo ancora una risposta, speriamo sia positiva. Sovente si verifica l’impossibilità da parte, soprattutto del supplente, di portare avanti la supplenza stessa o per motivi di salute personali o per motivi proprio relativi al posto. Faccio un esempio, si verifica che l’assenza di docenti specializzati fa sì che molto sovente sulle supplenze anche al termine delle attività didattiche, anche al 31 agosto arrivi personale privo di specializzazione.

Ora, se a questo personale privo di specializzazione vengono assegnati casi particolarmente complicati, ecco che succede talvolta che il docente stesso chieda di poter lasciare la supplenza e l’abbandonare la supplenza in questo caso ha effetti su tutto l’anno scolastico, cioè implica l’impossibilità di poter essere contrattualizzato successivamente. Oppure il meccanismo delle supplenze, cioè l’algoritmo, prevede che per non essere considerati rinunciatari i docenti debbono indicare praticamente tutte le sedi disponibili nella provincia, tutte le scuole quindi della provincia e tutti i posti per i quali posseggono un titolo di studio o un’abilitazione. Questo che cosa produce? Produce il risultato che i docenti, per evitare di essere considerati rinunciatari dalla procedura e quindi di non poter più partecipare alle prossime alle prossime tornate di attribuzione delle supplenze vadano ad indicare anche i posti più lontani rispetto alle proprie possibilità di raggiungimento in base ai punteggi. Poi magari viene assegnato proprio quel posto e il docente si trova nell’impossibilità di raggiungerlo, quindi a sua volta abbandona il posto. Ecco che tutti questi meccanismi fanno sì che si incrementi il numero delle rinunce e si arrivi al fatto che i primi giorni di scuola i nostri alunni, i nostri studenti e le nostre studentesse non possano contare sui propri docenti”.

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