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02.03.2026

GPS 2026, la scelta delle province: come farla? Risponde l’esperto

L’ordinanza che regola le Gps è stata finalmente pubblicata, è quindi possibile inviare la domanda: la finestra temporale è dalle ore 12.00 del 23 febbraio alle 23.59 del 16 marzo.

Per una scelta consapevole della provincia, cosa bisognerebbe fare?

A rispondere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live del 27 febbraio, l’esperto di normativa scolastica prof. Lucio Ficara:

“Le variabili per scegliere la provincia giusta sono tante e una certezza assoluta non c’è. Bisogna ragionare in termini statistici e andare a verificare nel biennio passato con quale punteggio si sono avuti gli incarichi annuali in una data provincia. Dunque, se io individuo una provincia perché penso che quella provincia possa dare un’opportunità, allora cosa devo fare? Andare nel sito istituzionale dell’ufficio scolastico provinciale di quella provincia, scaricare i vari bollettini di supplenza dal primo ai successivi per verificare nelle varie classi di concorso a cui io ho accesso, con quale punteggio, in quale posizione sono stati assegnati incarichi di supplenza, annuale fino al 31 agosto e di supplenza fino al termine delle attività didattiche.

È ovvio che se quest’anno raggiungo un certo punteggio che mi garantisce col punteggio calcolato dal sistema, un accesso, una possibilità di andare in una provincia dove con meno punti di quelli che ho maturato in questo nuovo biennio sono state date le supplenze, allora la provincia diventa appetibile. Dunque, verificare i bollettini ufficiali delle supplenze per l’anno scolastico 25-26 e vedere l’ultimo degli incaricati, chiaramente senza riserve e senza 104, con quanti punti ha ricevuto l’incarico e dunque verificare la posizione in cui si trovava e proiettarsi a immaginare che in quella provincia con quel punteggio si lavora.

Poi è importante guardare anche i flussi dei movimenti che precedono le GPS perché diventa fondamentale per capire quanti posti potenzialmente si liberano. E anche qui c’è l’opportunità di verificare e vedere, andando a scaricare i bollettini della mobilità e delle assegnazioni provvisorie, si capisce che il flusso in alcune province in entrata è 4-5 volte superiore al flusso in uscita e allora sono province chiaramente non appetibili perché i posti liberi vacanti disponibili si consumano prima di arrivare alle GPS.

La variabile della mobilità

“Per esempio, io insegno in una provincia, Reggio Calabria, in cui i posti disponibili, che pur ci sono per tutte le classi di concorso, vengono meno attraverso la mobilità, che è un movimento che avviene prima delle GPS, la mobilità annuale, cioè le assegnazioni provvisorie, le utilizzazioni, i quali vanno a diminuire sostanzialmente i posti disponibili, per cui poi i pochi posti disponibili su Reggio Calabria non consentono di soddisfare la domanda su questa provincia e quindi è una provincia dove per lavorare bisogna avere punteggi alti e soprattutto per classi di concorso a cui si aspira.

Le province del Nord

Un altro ragionamento che si può fare è pensare, per esempio, le province del Nord, immagino una provincia della Lombardia, come Pavia, Lodi, Varese, Monza, Milano stessa. Cosa succede in queste province? Che nella mobilità ci saranno molte cattedre disponibili perché saranno quasi tutti in uscita e pochissimi in entrata. Dunque, il saldo dopo la mobilità è molto favorevole alle province della Lombardia e questo saldo diventa ancora più favorevole con la mobilità annuale, cioè con le assegnazioni provvisorie in uscita, dove per ogni 100 domande in uscita ne risultano meno di 10 in entrata. La disponibilità poi nella fase dei numeri per le supplenze diventa sicuramente positiva.

Poi è chiaro che c’è l’imponderabile perché se si sceglie una provincia del Nord dove la disponibilità sarà alta, bisogna anche capire quante domande verranno fatte in quella provincia, perché se vengono fatte tante domande in una provincia questa si satura in maniera molto intensa e allora il fatto di scegliere una provincia dove, si lanciano per ottenere incarico e dunque scelgono per esempio Milano 1000 persone, 2000 persone fanno la domanda per una data classe di concorso e la concorrenza sarà tale che il numero dei posti non sarà sufficiente per tutti.

Dunque, basta vedere le graduatorie GPS del 22 o 24 per vedere quante persone si sono orientate su Milano, Brescia, Bergamo, Varese per capire anche l’affluenza statistica di quanti andranno a fare domanda in quella provincia. Questo chiaramente comporta un sacrificio di scaricamento di dati, bollettini, disponibilità per poter poi scegliere in maniera consapevole una provincia che possa fare al caso vostro”.

Le piccole province

Non disegnate le piccole province perché a volte in piccole province arrivano poche domande e quindi si lavora più facilmente perché c’è una disponibilità di posti considerevole. Non è affatto scontato che fare la domanda in una metropoli come Torino, come Milano, come Genova sia più conveniente di fare delle domande sulle province come Verbania oppure delle province come Monza o Pavia, oppure Treviso o Vicenza.

I video tutorial

Proprio per aiutare i docenti nella compilazione della domanda, il nostro esperto di normativa scolastica, il prof. Lucio Ficara, ha ideato una serie di video tutorial da seguire passo dopo passo come supporto.

Come compilare le sezioni per prima o seconda fascia Infanzia e Primaria – VIDEO TUTORIAL

Come compilare le sezioni per prima e seconda fascia scuola secondaria – VIDEO TUTORIAL

Come compilare le sezioni per prima e seconda fascia Itp – VIDEO TUTORIAL

Come compilare le sezioni per prima e seconda fascia sostegno – VIDEO TUTORIAL

Come compilare le sezioni per il personale educativo – VIDEO TUTORIAL

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