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Graduatorie provinciali, per le supplenze ci sono anche gli studenti universitari

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Per le supplenze della scuola dell’infanzia e primaria potranno accedere alle graduatorie provinciali anche gli studenti di scienze della formazione primaria.

In attesa del testo definitivo sulle GPS, emerge questo particolare che ha fatto storcere il naso a molti. Eppure, sappiamo dagli scorsi anni, che in alcuni territori, come Piemonte, Lombardia e Veneto, si è già fatto ricorso a laureandi che magari hanno lavorato come supplenti tramite MAD.

Graduatorie provinciali 2020: come funziona per la scuola dell’infanzia e primaria

Infatti, per la scuola dell’infanzia e primaria le GPS saranno suddivise in due fasce distinte:

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 la prima fascia costituita dai docenti in possesso dello specifico titolo di abilitazione;

 la seconda fascia è costituita dagli studenti che, nell’anno accademico 2019/2020, risultato iscritti al terzo, quarto o al quinto anno del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, avendo acquisito, rispettivamente, almeno 150, 200 e 250 CFU entro il termine di presentazione dell’istanza.

Quindi, è chiaro che possono accedere alle graduatorie provinciali docenti anche gli studenti, a patto però che abbiano i seguenti requisiti.

 

A giudicare negativamente questa soluzione, il deputato leghista Rossano Sasso: “Fatemi capire: i precari che lavorano da anni non vanno più bene, dopo anni di utilizzo vengono abbandonati e adesso addirittura il Ministro pensa di utilizzare degli studenti universitari, per fare le supplenze nel prossimo anno scolastico? Privi di competenze, privi di esperienza, gli chiediamo di formare i nostri bambini? Ministro Azzolina, tutto questo giusto per fare l’ennesimo sfregio ai docenti precari?

Un conto è fare un tirocinio, affiancare chi ha più esperienza, un altro è pensare di mettere ragazzi di 20 anni in una prima elementare. Prevediamo dei percorsi abilitanti, aspettiamo che completino il ciclo di studi, utilizziamo le decine di migliaia di precari per le supplenze, i ragazzi sanno che devono perfezionare la propria formazione prima di andare in classe“, ha proseguito Sasso.

Se la Flc Cgil non si mostra negativo e anzi comprende che la scelta di allargare il bacino di aspiranti sia dettato dall’emergenza cattedre vuote nelle regioni del Nord, la Uil Scuola ironizza: “Perché iniziare dal terz’anno di università e non direttamente dal liceo o dalla terza media?“.

Supplenze agli studenti universitari: una scelta necessaria?

Quella di far iscrivere gli studenti universitari alle graduatorie provinciali delle supplenze appare comunque una scelta necessaria: abbiamo già accennato in precedenza della frequente chiamata dei dirigenti scolastici tramite MAD: ogni anno infatti, in alcune regioni del centro-Nord, le graduatorie sono esaurite e quindi, i dirigenti scolastici “disperati” si sono rivolti anche ai laureandi, sostegno compreso.

E con le misure previste per il ritorno a scuola, che prevede un aumento di circa 50 mila docenti a tempo determinato in più, è chiaro che il vuoto da colmare aumenterà. Anche perché bisogna considerare anche l’elevato numero di cattedre vacanti previste a settembre: circa 85 mila. Per la scuola primaria, dopo gli esiti di mobilità, si evince per esempio, che saranno disponibili ancora 350 cattedre in Sicilia e 450 in Campania, ma più di 5mila in Lombardia, Piemonte e Veneto.

Il prossimo anno su un totale di poco meno di un milione di docenti, i precari saranno più di 150 mila, con la possibilità di arrivare addirittura a quasi 200 mila.

 

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