L’esame di Maturità si conclude con il colloquio orale, un momento chiave volto ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) di ogni studente.
Secondo quanto stabilito dall’O.M. n. 54 del 26 marzo 2026, questa prova non è una semplice interrogazione, ma un’occasione per valutare la capacità del candidato di raccordare le conoscenze acquisite, la sua maturità critica e il grado di responsabilità raggiunto al termine del ciclo scolastico.
Il colloquio prende il via con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, basandosi anche sulle informazioni inserite nel Curriculum della studentessa e dello studente.
Successivamente, la commissione propone domande e approfondimenti che vertono sulle quattro discipline individuate dal Ministero per l’anno in corso. Un aspetto fondamentale è l’approccio pluridisciplinare e interdisciplinare: la commissione deve infatti valorizzare i nuclei tematici fondamentali di ogni materia, curando che ogni fase del colloquio sia equilibrata nella durata e nel coinvolgimento dei diversi insegnamenti.
Oltre alle discipline d’indirizzo, il colloquio abbraccia altri pilastri del percorso formativo:
L’Ordinanza ministeriale prevede modalità specifiche per situazioni particolari. Se uno studente è ammesso con un voto di comportamento pari a sei decimi, il colloquio dovrà obbligatoriamente includere la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe durante lo scrutinio finale.
Per quanto riguarda le competenze CLIL (disciplina non linguistica in lingua straniera), queste possono essere accertate solo se il docente della materia è presente in commissione come membro interno.
Per gli studenti con disabilità o DSA, il colloquio deve svolgersi nel pieno rispetto del piano educativo individualizzato (PEI) o del piano didattico personalizzato (PDP).
Per garantire un corretto svolgimento delle operazioni, la commissione non può convocare più di cinque candidati per giornata.
L’intera commissione, incluso il presidente, partecipa all’attribuzione del punteggio finale per l’orale, che può arrivare a un massimo di 20 punti.
La valutazione viene effettuata lo stesso giorno della prova, seguendo una griglia di valutazione ministeriale specifica.
I commissari sono tenuti ad attenersi rigorosamente al documento del consiglio di classe (elaborato entro il 15 maggio), che illustra nel dettaglio il percorso formativo effettivamente svolto dalla classe.
Gli indicati contenuti nella griglia di valutazione del colloquio sono 4:
Ogni indicatore si sviluppa in 5 descrittori, ad ognuno dei quali corrisponde un punteggio. I punti vanno da 0,5 a 5 per ogni indicatore
