Oggi, su Il Corriere della Sera, è stata pubblicata una lettera inviata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai ragazzi e alla ragazze di un liceo di Milano che quest’anno si accingono a sostenere l’esame di Maturità, che a loro volta avevano realizzato un lavoro che i ragazzi hanno realizzato e inviato al Quirinale in occasione dell’80esimo anniversario della nascita della Repubblica: un calendario con le 22 Madri Costituenti, “le donne che hanno scritto le regole dell’Italia”.
Care ragazze e cari ragazzi,
vi ringrazio della lettera e del calendario, frutto del Vostro lavoro, approfondito e pregevole, sulle Madri Costituenti.
Vi avvicinate all’esame di maturità. Un traguardo importante, una svolta, vissuta da sempre con qualche trepidazione, con speranza e con fiducia: un passaggio che contribuirà ad avviarvi, in misura significativa, al vostro futuro.
Quest’anno, come ben sapete, si celebra l’ottantesimo anniversario della nostra Repubblica. Potremmo, in qualche modo, accostare il referendum del 2 giugno del 1946, con la scelta repubblicana, a un esame di maturità della nostra Italia: una prova che aprì la strada al decisivo lavoro dell’Assemblea Costituente in cui eccelse il protagonismo delle donne che ne fecero parte.
Vi invio un saluto affettuoso e, attraverso di voi, un grande in bocca al lupo alle ragazze e ai ragazzi che quest’anno, in tutte le scuole italiane, si apprestano all’esame di maturità.
Sergio Mattarella
La Maturità 2026, che prenderà il via il prossimo 18 giugno, ha un sapore particolare: si tratta del primo Esame di Stato in cui viene applicata la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Si tratta di cambiamenti che si traducono in alcuni articoli inseriti nel decreto legge n. 127, del 9 settembre scorso denominato anche DL Maturità. Il decreto è poi diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera. Ma cosa cambierà alla Maturità 2026?
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.
Ma, nonostante l’innovazione proposta dal ministro Valditara, ci si chiede: ha ancora senso l’esame di Maturità? La Tecnica della Scuola ha chiesto ai suoi lettori la loro opinione in merito a questo e agli aspetti della riforma.