Breaking News
Aggiornato il 25.08.2025
alle 15:45

“Guerra a Valditara”, il Kollettivo Autonomo Studentesco contro il Ministro: vuole la scuola come fabbrica di capacità umana povera, ‘no’ alle sue riforme

Guerra a Valditara“: a dichiararla sono stati i Collettivi studenteschi e anarchici, nel darsi appuntamento a Venaus il 6 settembre prossimo. In particolare, l’iniziativa è del KSA Torino, il Kollettivo Autonomo Studentesco, che ha anche coniato lo slogan “Guerra a Valditara” (si stanno unendo anche altri Collettivi studenteschi, vicini alla Sinistra, appartenenti ad altre scuole superiori sparse per l’Italia, come quelli del liceo Mamiani di Roma.

Gli studenti hanno posto come obiettivo dell’iniziativa quello di “organizzarsi per liberare le scuole dalla guerra“: per questo hanno dichiarato la loro ostilità al numero uno del dicastero bianco di Viale Trastevere a Roma.

Secondo i Collettivi del KSA di Torino, “la società odierna è in crisi, la precarietà è alle stelle e il costo della vita si alza sempre di più: l’Occidente è in rotta di collisione e la nostra classe dirigente cerca una scappatoia per riuscire a tenere strette le redini dell’Impero. Come? Attraverso la riconversione bellica”.

E “in questo panorama la Formazione ricopre un ruolo fondamentale: per lo Stato è infatti necessario costruire i presupposti per poter reggere futuri conflitti, creando da un lato consenso ideologico tra i giovani, dall’altro forza-lavoro con poche pretese da impiegare nel settore, che in questa fase necessita di manovalanza per la produzione bellica. La scuola italiana, come fabbrica di capacità umana povera e settorializzata, va proprio in questa direzione, e lo vediamo chiaramente nelle manovre che ormai da qualche anno il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara sta attuando”.

Gli studenti del KSA di Torino contestano diversi punti: “Dalla riforma dei programmi didattici, come quello di Storia, in cui vengono sin dalle scuole elementari evidenziati in maniera ossessiva le condizioni storiche tramite cui l’Occidente ha costruito il suo potere, per inculcare un’immagine distorta di quelli che dovrebbero essere i valori di un buon europeo, alla riforma del 4+2 e del PCTO, con la quale si esplicita il ruolo pratico di milioni di studenti e studentesse, ovvero farsi sfruttare da aziende che spesso sono le stesse promotrici della produzione bellica – vedesi i casi di alternanza scuola-lavoro con multinazionali come Leonardo S.P.A., azienda produttrice di morte al centro dell’approvvigionamento militare di Israele”.

Si dicono poi contro il “disciplinamento che viene imposto sempre di più nei luoghi di formazione. Ne è un esempio la riforma del voto in condotta o quella, recentemente promessa dal Ministero, sull’esame di maturità, volte a normalizzare la stretta repressiva necessaria a contenere le possibili emersioni di alterità ai loro progetti di distruzione”.

“Davanti a tutto ciò, come studenti che vogliono organizzarsi per cambiare le cose, dobbiamo saper leggere la declinazione pratica di queste contraddizioni nei nostri contesti, potenziando i conflitti già presenti e creandone di nuovi, per sovvertire i loro piani di devastazione. Organizzarci nelle scuole – concludono i Collettivi studenteschi del capoluogo piemontese – è ora più che mai necessario per costruire dimensioni organizzate studentesche di massa che dichiarino guerra a chi la guerra vuole portare“.

Solidarietà al ministro Valditara per gli attacchi ricevuti da collettivi studenteschi e anarchici” è giunta da parte del deputato della Lega Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione.

Sasso ha aggiunto: “Sfilano con le bandiere della pace ma poi annunciano di voler fare la guerra alla Lega e al Ministro Valditara. Recitano il ruolo da Che Guevara da ztl ma poi frignano se vengono bocciati a causa del voto in condotta, con mamma e papà pronti a fare ricorso”.

Secondo l’ex sottosegretario del Carroccio, “le parole e i toni usati contro il ministro Valditara non devono essere sottovalutate: la sinistra sta iniziando a soffiare sul fuoco e muove le proprie pedine nella speranza di poter trasformare la scuola in un campo di battaglia. Il ministro Valditara ha tutta la nostra solidarietà e siamo certi che non si lascerà intimidire, proseguendo il percorso verso le riforme e risanando la scuola italiana dalla deriva progressista degli ultimi anni”, ha concluso Sasso.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate