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I confederali scrivono al Ministro sul problema delle iscrizioni

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Ci sono volute quasi tre settimane ma alla fine i tre sindacati confederali si sono messi d’accordo e hanno scritto al Ministro per protestare unitariamente contro la circolare 90 sulle iscrizioni.

Messe da parte le cautele di queste ultime tre settimane i sindacati escono ora con una lettera che poco salva della circolare ministeriale.

Innanzitutto c’è la questione della tempistica: "La circolare – scrivono i sindacati – pubblicata in un periodo di sospensione delle lezioni, ha lasciato alle scuole e alle famiglie un lasso di tempo piuttosto breve, dal 10 al 25 gennaio, per compiere una serie di atti propedeutici alla iscrizione stessa".

In particolare, secondo i sindacati mancano alle scuole "i tempi per una definizione consapevole e chiara dell’offerta formativa per il prossimo anno", mentre alle famiglie "mancano i tempi e gli strumenti per una scelta fondata sulla conoscenza, l’utilità ed il gradimento di una scuola rispetto ad un’altra".

A dire il vero questa critica appare piuttosto debole: da sempre la circolare sulle iscrizioni arriva durante le vacanze natalizie; peraltro le scuole non hanno certamente bisogno della circolare per sapere che a gennaio c’è la scadenza delle iscrizioni. Quindi chi vuole predisporre l’offerta formativa per l’anno successivo lo può fare senza bisogno di avere materialmente in mano la circolare sulle iscrizioni.

Ma il nocciolo della protesta dei sindacati confederali riguarda le iscrizioni dei bambini "anticipatari" nelle scuole dell’infanzia.

A Cgil, Cisl e Uil non piace affatto l’omissione del Ministro rispetto alla questione delle nuove figure professionali di supporto per rendere fattibili nella scuola dell’infanzia gli inserimenti dei bambini con meno di tre anni.

C’è solo da chiedersi perché il problema venga evidenziato in questo modo solo ora, a iscrizioni quasi concluse. Una spiegazione può essere cercata nel fatto che un paio di giorni fa era stato l’Anci a sollevare la questione e a segnalare l’impossibilità di procedere all’operazione "anticipi" prima che fosse definita la trattativa sull’articolo 43. E’ probabile quindi che i sindacati non abbiano accettato di essere "scavalcati" dagli Enti Locali.