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I diritti negati dei docenti precari

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Vi scrivo per sottolineare ancora una la situazione di migliaia di docenti precari. L’ostinato rifiuto da parte della ministra di non volere trovare una strada per trasformare il concorso straordinario in un concorso per soli titoli si scontra con elementi che dovrebbero essere oggetto di riflessione.

Da più parti è stata ampiamente sollevata la difficoltà a svolgere concorsi in questa situazione di emergenza (spostamenti interregionali, sicurezza, costi di gestione , mancata certezza di poter rispettare la tempistica, ecc.) a cui i aggiungono le legittime richieste di stabilizzazione di insegnanti che operano da anni nella scuola e che hanno conseguito competenze didattiche che non potranno mai emergere dalle modalità aleatorie e ormai superate delle prove di computer based ( care ormai solo agli imperterriti sostenitori delle prove INVALSI).

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A tutto ciò vorrei aggiungere che tra le pur valide forme di sostegno economico alle famiglie sono state previste iniziative discutibili, quali bonus per le vacanze, bonus per l’acquisto di monopattini e chissà quali altre fantasiose proposte potranno ancora pervenire… Invece ai precari che, in molti casi, hanno sostenuto spese non trascurabili per l’acquisto di strumentazioni informatiche utili alla DAD, è stata negata la Carta Docente, come qualche sindacato aveva richiesto.

E che dire della proposta di regolarizzare e stabilizzare i lavoratori stranieri clandestini? Questo non può valere anche per i cittadini italiani che lavorano nella scuola?

Ornella Sironi