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I docenti a fine carriera diventano mentoring, aiuteranno i colleghi a ridurre gli abbandoni coi fondi del Pnrr: il Gruppo di lavoro

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Utilizzare i fondi europei del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per migliorare l’offerta formativa, anche da personalizzare, e abbattere in tal modo l’ancora troppo alto numero di giovani che lasciano prematuramente la scuola (la media nazionale è attorno al 14%, contro meno del 10% dell’Unione europea): lo ha annunciato il ministero dell’Istruzione nel giorno di istituzione del Gruppo di lavoro che definirà le indicazioni generali per il contrasto della dispersione e il superamento dei divari territoriali proprio nell’ambito dell’attuazione del Pnrr.

Docenti da formare

Per arrivare a questo è stato predisposto un piano che ha come protagonisti i docenti e i presidi: il ministero, infatti, prevede più “attenzione alla personalizzazione dei percorsi scolastici negli istituti dove i livelli di apprendimento risultino meno elevati” e “sostegno mirato ai dirigenti scolastici”.

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Importanti novità si prevedono, però, soprattutto per gli insegnanti, per i quali l’amministrazione sta prevedendo, sempre al fine di mantenere a scuola il più alto numero di alunni, attività di “mentoring e formazione (anche da remoto) per almeno il 50% dei docenti”.

Tra le attività che si vorrebbero attuare c’è anche l’incremento del numero di ore che gli alunni passano nelle istituzioni scolastiche, ovvero “il potenziamento del tempo scuola con progettualità dedicate”.

La possibilità mai diventata realtà

Quella del mentoring è una possibilità di cui si è parlato più volte in passato: in alcuni disegni di legge, ad esempio, il docente esperto e vicino alla pensione avrebbe dovuto affiancare i nuovi assunti, ma tutte le proposte in questa direzione si sono sempre arenate a causa principalmente dell’aggravio di spesa che avrebbero comportato (sotto forma di aumento di organico): la novità è che a breve i fondi per realizzare il progetto arriveranno, visto che la lotta alla dispersione scolastica è un obiettivo al quale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina uno stanziamento complessivo di 1,5 miliardi.

Tra l’altro, l’introduzione di una figura di insegnanti “esperti” all’interno di ogni istituto è da diversi anni caldeggiata dai sindacati, anche in funzione del fatto che con l’innalzamento degli anni utili per andare in pensione (imposti dalle ultime riforme Amato e Fornero) vi sono diverse decine di migliaia di docenti costretti a rimanere dietro la cattedra loro malgrado: coinvolgerne una parte importante come tutor o “guide” delle giovani leve formative potrebbe rispondere a questo problema.

Chi farà parte del Gruppo di lavoro

Dal dicastero di Viale Trastevere hanno spiegato che a decidere come si attuerà il progetto sarà un folto Gruppo di lavoro, istituito dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: ne  faranno parte Ludovico Albert, Franco Lorenzoni, Massimiliano Morelli, Andrea Morniroli, Massimo Nutini, Vanessa Pallucchi, don Marco Pagniello, l’ex sottosegretario Marco Rossi Doria, Chiara Saraceno, Valentina Scavone.

“Il Gruppo appena formato – spiegano dal ministero dell’Istruzione – curerà la definizione di indicazioni e linee guida generali da mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche che parteciperanno alle azioni del Pnrr per contrastare la dispersione scolastica e superare i divari territoriali”.

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