Breaking News
Aggiornato il 24.09.2025
alle 17:48

Un figlio costa come il mutuo per la casa: oltre 200mila euro per crescerlo fino ai 18 anni, la scuola tra le spese maggiori

In Italia avere un figlio comporta costi altissimi, soprattutto nei grandi centri: secondo Moneyfarm, società di consulenza finanziaria con approccio digitale, in base all’attuale costo della vita, crescere un figlio in Italia da 0 a 18 anni comporta una spesa compresa tra i 107.000 e i 205.000 euro, per una media di 156.000 euro. Ecco, perché ormai in altissima percentuale ci si ferma a un figlio a famiglia. Secondo i calcoli di Moneyfarm, società di consulenza finanziaria con approccio digitale, in base all’attuale costo della vita crescere un figlio in Italia da 0 a 18 anni comporta una spesa compresa tra i 107.000 e i 205.000 euro, per una media di circa 156.000 euro (oltre 8.500 euro all’anno).

Gli aumenti certificati

Nell’ultimo periodo, la spesa ha anche subìto un’impennata, facendo registrare un aumento del 12% rispetto alle ultime rilevazioni effettuate nel 2022, a fronte di una crescita media dell’inflazione pari al +9% circa nello stesso periodo. Questo significa che, rispetto a tre anni fa, accompagnare un figlio dalla culla alla maggiore età costa una media di 16.000 euro in più.

Anche le notizie degli ultimi giorni confermano i rincari: l’Osservatorio Costi Scolastici del portale Skuola.net, ad esempio, ha fatto i conti in tasca alle famiglie degli studenti di scuole medie e superiori, rilevando una spesa media di 812,50 euro ad alunno per affrontare l’inizio dell’anno scolastico: la cifra include tutto – dai libri di testo ai dizionari, dal materiale di consumo agli accessori tecnici – ma fa comunque registrare un preoccupante +3,6% rispetto al 2024.

Tornando alle spese sui 18 anni, l’ammontare della cifra totale dipende molto dalle esigenze e dalle disponibilità economiche di ciascuna famiglia, ma già prima della nascita di un figlio una coppia di futuri genitori deve considerare una spesa media di 5.000 euro per visite, ecografie, corso preparto, sala parto e corredo per il neonato.

Poi, dopo la nascita del bambino, i costi da affrontare si moltiplicano, soprattutto in contesti urbani come Roma o Milano, dove i prezzi sono superiori di almeno il 20% rispetto alla media nazionale.

Man mano che ci si avvicina all’età adulta, più il mantenimento di un figlio diventa caro, con un incremento marcato a partire dalla scuola primaria.

Il dettaglio dei costi

Il costo oscilla tra gli 11.700 e i 27.000 euro per i primi quattro anni di vita, su cui pesano soprattutto le spese per prodotti per la prima infanzia, l’assistenza (nido o babysitter) e gli acquisti essenziali (passeggini, culla, ecc.).

Tra i 4 e 5 anni, il conto sale leggermente, passando a 10.700 – 30.000 euro, complice l’ingresso nella scuola dell’infanzia, con costi legati a mensa, materiale didattico, abbigliamento e qualche attività extrascolastica.

Nella fascia 6-8 anni, tra le voci più impegnative per il bilancio familiare troviamo la mensa scolastica (tra 1.000 euro e 2.200 euro per il triennio, a seconda della fascia considerata), il doposcuola (di cui si può fare a meno, ma che costa in fascia media una stima di 2.200 euro), le attività sportive (tra 1.000 euro e 2.200 euro) e i campi estivi (dai 1.200 euro ai 4.600 euro).

Dai 6 agli 11 anni il salto diventa più netto, con una spesa approssimativa tra i 31.500 e i 46.000 euro per il periodo della scuola primaria: le spese in crescita sono motivate soprattutto dai trasporti, dalla mensa scolastica, dal doposcuola e dalle attività sportive o culturali.

E tra i 12 e i 18 anni il costo continua ad aumentare in modo significativo, raggiungendo i 75.000-109.700 euro per l’intero arco delle scuole medie e superiori. Le voci di spesa principali includono istruzione, tecnologia (smartphone e pc), tempo libero, viaggi studio, abbigliamento e supporto scolastico (ripetizioni e test universitari).

In generale, più ci si avvicina all’età adulta, più il mantenimento di un figlio diventa caro, fino a sfiorare i 110.000 euro per l’intero arco delle scuole medie e superiori.

Il picco si tocca alle soglie della maggiore età

Il massimo della spesa per il figlio si tocca nella fascia d’età 15-18 anni, quando per provvedere a un figlio si sfiora una media di 11.750 euro annui: in questi tre anni che portano alla maggiore età, balzano all’occhio le spese sostenute per lo sport (da 2.500 a 3.700 euro annui), i corsi di inglese (da 2.500 a 3.700 euro), la paghetta (da 2.200 a 4.500 euro) e gli studi all’estero, dato che per un solo anno la spesa varia da 11.000 a 16.500 euro.

Complessivamente, dalla nascita fino ai 18 anni, si possono arrivare a spendere fino a 40.600 euro soltanto per l’alimentazione, con un aumento di quasi 6.000 euro rispetto a tre anni fa; per la tecnologia (computer, tablet, telefonia) si possono spendere fino a 8.500 euro, mentre le attività socioculturali richiedono una media di 18.000 euro (erano 16.000 tre anni fa).

Le famiglie con due o più figli possono beneficiare di economie di scala parziali, soprattutto nei primi anni di vita, su beni riutilizzabili (abbigliamento, passeggini, lettini ecc.) o servizi condivisi (auto, babysitter ecc), ma la maggior parte dei costi, come cibo, istruzione e spese sanitarie, restano individuali.

Va anche ricordato che il secondo figlio pesa sul bilancio familiare con un incremento del 70-80% rispetto al costo del primo: un carico complessivo comunque elevato, che fa sì che le famiglie numerose in Italia siano sempre più rare.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate