Home Politica scolastica I nuovi collaboratori dei presidi nominati a novembre? È tecnicamente impossibile

I nuovi collaboratori dei presidi nominati a novembre? È tecnicamente impossibile

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“È tecnicamente impossibile che i 5mila vicari, ricacciati in classe dalla Legge di Stabilità 2015, possano tornare a ricoprire il ruolo di vice-presidi già nel mese di novembre”.

A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente Anief, commentando la risposta formulata oggi, nel corso di un question time alla Camera, dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, al quesito posto dall’on. Elena Centemero ed altri (FI-PdL) sulle “iniziative per garantire alle scuole e ai dirigenti scolastici la possibilità di avvalersi del collaboratore designato mediante l’utilizzo dell’esonero o del semiesonero”.

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“Il ministro dell’Istruzione – commenta ancora il presidente Anief – evidentemente ignora le norme approvate e volute dal suo Governo. Perché è evidente che i vicari non potranno tornare a ricoprire il loro ruolo originario in così breve tempo. L’organico potenziato, infatti, deriva da una serie di passaggi, legati l’uno all’altro, tutt’altro che di veloce attuazione: entro ottobre i collegi dei docenti potranno definire, motivandole, le cattedre e le figure da collocare in surplus nel proprio istituto; successivamente gli Uffici scolastici regionali, come previsto dal comma 95 della Legge 107 del 2015, acquisiranno il cosiddetto fabbisogno di personale espresso dalle scuole. E non finirà lì, perché prima di vedere la luce, l’organico potenziato dovrà passare anche da un decreto autorizzatorio del Miur, che dovrà avere anche il via libera degli assessori appartenenti agli enti locali coinvolti”.

 

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Non va poi dimenticato che in base al punto C del comma 98, la Legge 107/15,  i docenti dell’organico potenziato “sono assunti, con decorrenza giuridica al 1 settembre 2015, nel limite dei posti di cui alla Tabella 1, secondo la procedura nazionale di cui al comma 100”. “Si tratta chiaramente – spiega ancora Pacifico – di una nomina di tipo giuridico e non sostanziale, che produrrà dei sicuri disservizi alla didattica e all’organizzazione scolastica. L’unica certezza che abbiamo, infatti, è che a settembre una scuola italiana su cinque andrà in reggenza, gettando le scuole nel caos. E che in media, ogni preside dovrà dirigere 5-6 plessi, distanti anche decine di chilometri uno dall’altro. Senza dimenticare il danno professionale prodotto a migliaia di vicari, che spesso dopo anni e anni di servizio, svolte ben oltre le proprio competenze di insegnanti, dal 2011 privati anche delle indennità spettanti, vengono ora pure obbligati a tornare dietro la cattedra”.

Per questi motivi, Anief ha deciso di riaprire i ricorsi in tribunale, al fine di recuperare la liquidazione dei vicari dei presidi: si tratta di una cifra che si aggira sui 25mila euro. Spettanti, in media, al lavoro da loro svolto negli ultimi cinque anni a sostegno dei dirigenti: più di un giudice si è già pronunciato favorevolmente per il risarcimento. 

 

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