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I partiti ci dicano quali saranno le misure da prendere il prossimo anno scolastico contro la pandemia

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Test gratuiti, tracciamento e un modernissimo impianto di ventilazione meccanica controllata. Tutto questo alla Camera dei Deputati (rif. relazione Deputato Gregorio Fontana), mentre dal Governo, dai Ministeri di competenza e dallo stuolo di ‘Sottosegretari alla minimizzazione pandemica’ ci veniva detto come la Covid19 fosse ormai un semplice raffreddore e che investimenti in prevenzione del rischio e aerazione dei luoghi chiusi nelle nostre scuole fossero una spesa inutile per i nostri figli e i loro docenti, un intervento complicato perché molte scuole italiane sono collocate in edifici storici e tante altre scuse. Per i parlamentari stranamente non solo non è solo un raffreddore, ma Palazzo Madama e Montecitorio non sono edifici storici in cui ogni intervento innovativo è impossibile, e la spesa su più fronti per contenere il contagio da Sars CoV2 un dovere per permettere ai nostri parlamentari di svolgere il loro lavoro. 

Lo ha ricordato agli Italiani e a tutte le forze politiche il Presidente Mattarella nelle sue dichiarazioni dopo la firma del decreto di scioglimento delle Camere del 21/07/2022 che la pandemia non è finita – “né può essere ignorato il dovere di proseguire nell’azione di contrasto alla pandemia, che si manifesta tuttora pericolosamente diffusa”.

L’incapacità della politica di garantire una scuola sicura è stata nascosta dietro la cortina fumogena di una sistematica campagna di minimizzazione della pericolosità di COVID19 per i più piccoli, sino a toccare punte di pura “disinformazione di Stato” che hanno messo in dubbio persino il contagio aereo o il ruolo di protezione delle mascherine ffp2, ormai dimostrati da esperti di fisica e dinamica dei fluidi in tutto il mondo. Eppure per proteggere la loro salute i nostri parlamentari hanno capito benissimo cosa bisogna fare. NON è pIù accettabile CONTINUARE CON QUESTA GROTTESCA PANTOMIMA sulla pelle dei nostri figli.

Il disastro che abbiamo vissuto è sotto gli occhi di tutti. Dai 33 decessi da inizio pandemia a settembre 2021, l’anno scolastico si è concluso a giugno, dopo aver abbandonato quasi tutte le forma di mitigazione del contagio, con un tragico bilancio di 57 decessi di minori: 24 decessi in soli 9 mesi rispetto ai 33 dei primi due anni di pandemia. Ed al 13 luglio, i decessi sono già arrivati a 61, mentre i ricoveri in TI, dai 251 riportati a novembre 2021 da inizio pandemia sono arrivati a oltre 460, mentre le ospedalizzazioni pediatriche sono poi quasi triplicate nell’ultimo anno.

Seppur l’incidenza dei casi gravi è bassa, i numeri assoluti parlano di vite di bambini spezzate per cui non c’è stata alcuna parola di cordoglio, semmai un tragico “ma avevano altre patologie!”. Insomma, COVID19 non è affatto un raffreddore o un’influenza neanche per i bambini, considerando inoltre i possibili effetti a lungo termine di un’infezione con sintomi anche lievi. Infatti, sempre più studi mettono in guardia dai potenziali danni multisistemici, anche neurologici, che il virus SarsCov2 può provocare nell’organismo, con problematiche varie anche gravi inquadrate nell’ambito del cosiddetto Long-Covid.

Nei Paesi che hanno abbandonato tutti i DPI nelle scuole lo scorso anno, i dati parlano chiaro con un crescente numero di minori e docenti che soffrono di LongCovid. Il dramma è nazionale e colpisce tutti i settori, un nuovo studio delle università di Southampton e Portsmouth, pubblicato su Applied Economics Letters, stima che all’inizio di marzo di quest’anno in UK 80.000 persone hanno già lasciato il lavoro a causa del LongCovid.

L’OMS ha sempre ricordato anche in questi ultimi giorni la necessità di affiancare alla vaccinazione, importante ma da sola non sufficiente, tutti gli altri mezzi di mitigazione del contagio a disposizione per limitare/togliere al virus la possibilità di replicarsi e generare varianti che possono causare nuove infezioni anche in persone vaccinate e/o già infettate in precedenza, aumentando il rischio di effetti avversi anche in soggetti inizialmente in buona salute. Ma qui in Italia il nuovo anno scolastico partirà, con un virus ormai fuori controllo, non solo senza ventilazione ma anche senza distanziamento, senza test&trace&isolate abbandonato lo scorso febbraio, probabilmente senza neanche le mascherine e ad oggi anche senza strategia vaccinale per la fascia 0-12: Ema, a differenza di FDA, non ha ancora approvato né il vaccino under 5 né il booster 5-12 (chi è stato vaccinato – seppur poco più del 35% – ha ormai la seconda dose risalente ai primi mesi dell’anno).

Per le scuole si devono pretendere le stesse misure science-based utilizzate per proteggere i nostri Deputati, che ben dimostrano di conoscere dunque come la principale forma di trasmissione del virus sia per via aerea e cosa serve per mitigarne i rischi: partendo proprio da moderni impianti di ventilazione meccanica controllata, con benefici sulla salute ben al di la’ del Covid nonché di risparmio energetico, affiancando poi monitoraggio continuo dei contagi attraverso pool test e uso DPI per la mitigazione del rischio contagio da prossimità.

Proprio in questo momento di campagna elettorale si chiede con forza ai candidati di esprimersi in modo chiaro, senza ambiguità e ammiccamenti a realtà antiscientifiche, su quella che è la propria posizione sul tema della sicurezza COVID19 a scuola.

Indipendentemente da ciò che i sondaggi possano dire al momento sul sentimento popolare a proposito della lotta alla pandemia, questa crisi non può essere superata per decreto o con titoli ottimisti sui giornali, la verità appare chiara a un numero sempre maggiore di cittadini, onda dopo onda, ciclo dopo ciclo di infezioni.

In Parlamento si è provveduto, e giustamente, a installare impianti di aerazione per garantire la qualità dell’aria ed è stato stanziato un ulteriore milione di euro per procedere anche nelle aule di Commissione: a meno di dar ragione a Orwell, siamo una Repubblica e non una monarchia dove a Corte si vive nell’agio mentre si invita il popolo a mangiare brioche, per cui come cittadini, oltre che genitori, pretendiamo che anche per i nostri figli ed i nostri docenti vi sia identica attenzione. I bambini rappresentano il futuro di questo Paese e dovrebbero essere la priorità per la politica!

Comitato Nazionale IdeaScuola           

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