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I pericoli del web: viaggio tra app e social utilizzati dai ragazzi

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Il lockdown e i lunghi periodi di isolamento di quest’ultimo difficile anno ci hanno resi sempre più dipendenti dalle tecnologie, non solo per studio e per lavoro, ma anche per la nostra socialità.

Le numerose piattaforme disponibili sul web ci hanno permesso di fare riunioni, di seguire lezioni, di scambiarci materiali, oltre che consentirci di parlare a distanza con i nostri cari.

Icotea

Ma a fronte delle innegabili potenzialità di questi strumenti, ci sono anche da tener presenti i rischi più o meno nascosti, soprattutto per i più giovani, derivanti dall’uso prolungato e scarsamente consapevole di smartphone, tablet e computer.

Purtroppo, spesso ci ritroviamo a leggere notizie di cronaca che coinvolgono bambini o ragazzini, vittime di raggiri sul web o di giochi pericolosi che sfociano in tragedia.

Come possiamo tutelare i nostri figli?

Innanzitutto, spiegando loro, anche con l’aiuto di esperti, quali sono i pericoli nascosti dietro social o app che all’apparenza potrebbero sembrare innocui.

Poi, monitorando costantemente la navigazione, magari impostando anche dei filtri, controllando le app scaricate e cosa i ragazzi pubblicano sui social. Ricordando sempre che c’è un’età minima per poter accedere a questi “mezzi”: lo ribadiscono anche il Garante per la Privacy e Telefono Azzurro nello spot “Se non ha l’età, i social possono attendere”.

Ma forse, ancora più importante, è conoscere il mondo dei giovani e giovanissimi, quali sono i loro interessi nel mondo di Internet.

Quindi, quali sono le principali app e social utilizzati dai ragazzi? Ho parlato direttamente con mia figlia quattordicenne e i suoi amici e ho scoperto un mondo che va ben oltre i più comuni Facebook (usato pochissimo dai giovanissimi), Instagram, Whatsapp, Tik Tok e Twitter.

Proviamo a vedere alcuni dei canali che potrebbero essere utilizzati anche dai giovanissimi per comunicare e condividere e i potenziali pericoli nascosti.

This Crush

È un’app che consente di inviare e ricevere messaggi da amici, anche in maniera anonima. Quest’ultimo aspetto è da tenere in considerazione, perché dietro l’anonimato possono nascondersi molte insidie e i ragazzi possono anche essere esposti ad episodi di cyberbullismo.

Tellonym

È anch’essa un’app di messaggistica istantanea, tramite la quale gli utenti possono mandare sotto forma dell’anonimato dei messaggi ad altri utenti.

Tinder

È un’app per dispositivi mobili che facilita la comunicazione tra gli utenti. L’applicazione è comunemente usata come app per incontri, e proprio per questa ragione è facile che adulti e minori possano incontrarsi tra loro a causa del rilevamento della posizione geografica.

Snapchat

Questa app consente agli utenti di inviare messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per 24 ore. L’applicazione permette la condivisione della geolocalizzazione al proprio gruppo di amici. Questa app è spesso utilizzata per il sexting, neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare.

Blendr

È un’applicazione di incontri online ed è progettata per connettere persone affini che abitano in zone vicine. Anche in questo caso il rischio è che i minori siano contattati da adulti.

Discord

È una piattaforma statunitense di VoIP, messaggistica istantanea e distribuzione digitale progettata per creare comunità. Gli utenti comunicano con chiamate vocali, videochiamate, messaggi di testo, media e file in chat private o come membri di un server. Anche in questo caso il pericolo di incappare nelle persone sbagliate o di condividere immagini personali, che poi possono essere rubate da altri e condivise nel web, è reale.

Alcuni consigli del Garante per la privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato diverse guide utili per i genitori per sorvegliare il più possibile sull’attività social dei propri figli.

Una delle ultime pubblicazioni si intitola Consigli ai “GRANDI” per un utilizzo sicuro da parte dei “PICCOLI” e contiene suggerimenti utili per conoscere le principali insidie della rete.

Per una navigazione sicura, il Garante fornisce i seguenti consigli:

  • Meglio regolare su livelli di adeguata sicurezza le impostazioni privacy dei dispositivi e di eventuali servizi utilizzati dai minori (sistemi di messaggistica, download di app, acquisti online) e leggere con attenzione l’informativa sul trattamento dei dati personali, che deve essere sempre presente (nella confezione del prodotto, sul sito, nella app), completa di tutte le informazioni previste dalla normativa e scritta in un linguaggio chiaro e comprensibile.
  • Si può anche decidere di bloccare del tutto l’uso di determinati social network o servizi di messaggistica da parte del minore. Al tale proposito, è bene ricordare che alcune piattaforme non consentono l’iscrizione sotto una certa soglia di età. In Italia il Codice privacy stabilisce inoltre che solo a partire dai 14 anni un minore può esprimere autonomamente il consenso al trattamento dei propri dati personali. Prima di questa età è infatti necessario il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.
  • Per quanto riguarda la navigazione sul web, è utile sapere che molti browser (i programmi utilizzati per navigare sul web) consentono di impostare blocchi e filtri, che possono essere utilizzati ad esempio per impedire che il minore veda determinati siti, scarichi contenuti potenzialmente dannosi o possa ricercare determinate parole associate a temi e argomenti non idonei.