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I prof universitari che voteranno NO al referendum del 4 dicembre: nuovi costituenti incapaci

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Il mondo della scuola è molto preoccupato di questa riforma costituzionale, che allarma al pari della Buona Scuola, di cui quest’anno i disastri sono sotto gli occhi di tutti.

A sostenerlo è la redazione di Vivalascuola, dopo aver raccolto le dichiarazioni di 60 docenti universitari a sostegno del NO in vista del referendum costituzionale di domenica prossima.

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Secondo Vivalascuola, la Legge 107/2015, approvata dal Governo Renzi, e l’eventuale riforma costituzionale “prefigurano un paese privato degli spazi di democrazia e di partecipazione che già soffriamo nella nostra quotidianità”. 

“La maggioranza di Governo – sostengono – si esprime insistentemente come se fosse un reato avere una opinione diversa, ad esempio dire NO alla “riforma costituzionale”. Questo è scandaloso, ed è ancor più scandaloso che susciti poco scandalo. Pensiamo ai “padri costituenti”.

“Forse Togliatti, Parri e Pertini la pensavano allo stesso modo di De Gasperi, Einaudi e La Malfa? Oppure di Calamandrei, Saragat e Dossetti? Eppure sono stati in grado di lavorare per dare alla Nazione una Costituzione che è stato luogo comune definire “la più bella del mondo”. La mancanza di ampie vedute e di capacità di mediazione va tutta a disonore dei ‘nuovi costituenti’ ed è indice di grave incapacità politica”.

Vivascuola, infine, ritiene che a pochi giorni dal referendum del 4 dicembre “appare chiara la disparità dei mezzi in campo: dalla parte di Renzi sono scesi in campo Obama, la finanza internazionale e l’Ocse”. Quindi, chiede “alle testate scolastiche di dare conto anche di quanto preoccupa il mondo della scuola e dell’università”.

 

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