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I sindacati incontrano la Gelmini, tra i temi anche le immissioni in ruolo

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Si comincia a delineare il numero di precari che il ministero dell’Istruzione intende immettere in ruolo entro il prossimo 31 agosto: più fonti indicano in 13.000 unità (10.000 docenti e 3.000 Ata) il numero di assunzioni concesse dal Mef. Il numero corrisponderebbe a circa la metà rispetto a quello richiesto da viale Trastevere. La cifra è esigua, davvero piccola se si pensa ad almeno 30.000 cattedre vacanti, a cui ne vanno aggiunte 40.000 sul sostegno (i famosi posti in deroga rinnovati di anno in anno) e una cifra vicina ai 50.000 tra gli amministrativi, tecnici ed ausiliari assegnati annualmente dagli Usp.Questa però è la politica del “contagocce” che il Governo ha deciso di intraprendere. E con cui occorre fare i conti.
Il decreto delle assunzioni dovrebbe essere portato dalla Gelmini al primo Consiglio dei ministri utile. Forse già venerdì. Più probabilmente la prossima settimana. E comunque prima della pausa di Ferragosto.
Se poi si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, basta guardare al blocco generalizzato (tranne forze armate e settore medico) del turn over per i dipendenti nella pubblica amministrazione imposto dall’ultima manovra Finanziaria.
Di manovra correttiva, dei suoi effetti sulla scuola, si parlerà anche nell’incontro fissato per il pomeriggio del 4 agosto tra il ministro Gelmini ed i sindacati di comparto – Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda e Anp – per affrontare alcuni nodi irrisolti: gli effetti sulla scuola della manovra finanziaria, i premi da assegnare al personale più meritevole, la valorizzazione professionale dei docenti. A proposito dello sblocco degli scatti di anzianità, previsto da un emendamento accluso all’ultima versione della manovra finanziaria, i sindacati chiederanno una rapida certificazione dei risparmi per predisporre entro settembre il decreto che destina le risorse agli aumenti retributivi per anzianità, come da impegni del ministro Tremonti e dagli emendamenti approvati nell’ultima versione della Finanziaria.Ciò servirà – ha annunciato la Uil Scuola – per far arrivare rapidamente i soldi in tasca agli insegnanti e al personale Ata. E per quanto riguarda la valorizzazione del personale siamo interessati e disponibili ad una sede di confronto Miur-sindacati che parta da settembre. Occorre avere certezza di risorse. Serve una vera concertazione per la definizione del decreto specifico per la scuola previsto dal decreto Brunetta. Un segnale che indirettamente conferma, se ve ne era bisogno, del sempre più probabile ulteriore rinvio del rinnovo delle Rsu: è evidente che prima di collocare la data, nero su bianco, i sindacati (tranne la Flc-Cgil) vogliono avere certezze su risorse e spazi di contrattazione.
Durante l’incontro del 4 agosto è molto probabile, inoltre, che si parli di criteri di ripartizione, a livello provinciale, del contingente di immissioni in ruolo concesso dal Mef: l’andamento delle iscrizioni ed i tagli agli organici dell’ultimo biennio non lascerebbero, comunque, molti posti al sud (dove oltre alla carenza di posti bisogna considerare anche l’alto numero di soprannumerari): la maggior parti delle assunzioni andrebbero al nord: in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Mentre in alcune regioni del meridione, come la Campania, in diverse classi di concorso non si effettuerà nemmeno un’assunzione a tempo indeterminato.
Secondo il sindacato di Di Menna “è urgente l’emanazione del decreto di immissione in ruolo“. Ma in merito al precariato vi sono anche altre questioni da sollevare: il bando dei concorsi per le graduatorie che sono esaurite e l’attivazione della fase transitoria della formazione iniziale. La Uil Scuola propone incarichi pluriennali per dare stabilità e continuità al personale. Tanti quesiti cui difficilmente potrà essere data una risposta a pochi giorni dalla pausa estiva. Molto più probabile che la discussione si riapra a settembre, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico. Ma questa non è una novità.