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I test antialcol nella scuola parlano piemontese

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La delibera della regione Piemonte 21-4814 del 22 ottobre 2012, che in fatto di assunzione di alcolici e relativi controlli equipara gli insegnanti ai piloti d’aereo, ai conducenti di treno e metrò, ai responsabili di impianti nucleari, agli addetti alle fabbriche di fuochi d’artificio e ai chirurghi, è apparsa a tutto il mondo scolastico piemontese fuori dalla realtà, provocando una serie di pesanti proteste.
Tale normativa, però, oltre a essere concreta, rimane in attesa di applicazione, dall’ asilo nido alle Università. Le norme parlano di un controllo del personale docente e no, ma che determinerebbe un vero e proprio salasso alle casse delle scuole interessate.
Si calcola, infatti, che per pagare il “medico competente”, necessario per eseguire i test in istituto e le eventuali successive analisi del sangue, sui tre anni, perché la “sorveglianza sanitaria” è prevista in un arco temporale triennale, occorrerebbero complessivamente dodicimila euro.
In altre parole un costo di quattromila euro ogni annualità utile per poter controllare soltanto un terzo dei lavoratori. A tal proposito alcuni dirigenti scolastici evidenziano il fatto che ci si dovrebbe occupare con maggiore attenzione della Tbc che sta tornando nelle scuole e si dovrebbe riflettere di più sull’abolizione del certificato per il rientro dopo un’assenza.
Sono in molti a pensare che la qualità dell’insegnamento, non si misura con il test alcolimetrico, ma con maggiori finanziamenti mirati, primi fra tutti quelli sulla manutenzione degli edifici scolastici.