Home Attualità Il 25% delle imprese italiane non trova profili lavorativi idonei

Il 25% delle imprese italiane non trova profili lavorativi idonei

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settembre, in base ai dati Istat, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1%, invariato rispetto ad agosto, dopo la crescita osservata negli ultimi mesi. Ma aumenta invece al 35,7% a settembre il tasso della disoccupazione giovanile (+0,6 punti percentuali su base mensile).

Le aziende italiane incontrano non pochi problemi nel portare a termine con successo i propri processi di ricerca e selezione del personale.

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L’ultimo bollettino Excelsior riporta che circa il 25% delle imprese ha delle serie difficoltà nell’individuare i profili professionali necessari per crescere.

Ci sono delle ricerche che si possono aprire e chiudere in tempi brevissimi, soprattutto quelle che riguardano lavori poco qualificati” ha spiegato Carola Adami, fondatrice e CEO dell’agenzia di ricerca e selezione del personale Adami & Associati di Milano.

“Penso soprattutto ai lavori di segreteria, ai magazzinieri, agli addetti alle pulizie: in questi casi le difficoltà nel trovare dei candidati idonei sono minime”.

La situazione cambia invece quando si parla di figure specializzate. Come ha spiegato Adami, specializzata nella selezione di lavoratori qualificati, “le imprese incontrano difficoltà nel selezionare talenti in informatica e in chimica, ma non parliamo solo di ingegneri, quanto anche di tecnici specializzati”.

Per l’ultimo trimestre del 2017, stando alle pubblicazioni Excelsior (curate da Unioncamere e dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro Anpal), le imprese italiane sono alla ricerca di circa 1 milione di nuovi lavoratori

Nel nostro Paese particolarmente infatti si fatica a trovare carpentieri, meccanici, autisti di bus, conduttori di tram, parrucchieri ed estetisti.

Non hanno del resto vita facile nemmeno le aziende, grandi o piccole, che ricercano laureati in informatica, in chimica, in fisica ed in matematica: qui la difficoltà di reperimento si attesta in media al 51%, per innalzarsi al 57% quando si parla di tecnici specializzati digitali. L’innovazione e la digitalizzazione rampanti, come è noto, stanno facendo spuntare nuove necessità e nuove expertise.