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Il coaching in ambito educativo

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Il coaching in ambito educativo è un processo che aiuta tutti gli attori del mondo della scuola a conoscere i problemi, intervenendo attivamente per cambiarli.

La finalità è incrementare le risorse di genitori e insegnanti per provocare un positivo mutamento nel sistema familiare o scolastico e aiutare così gli studenti a superare le difficoltà che si presentano nel percorso della crescita.

Il coaching è la risorsa strategica che ci aiuta nell’apprendere a cambiare sviluppando le nostre potenzialità e la nostra efficacia personale, imparando a gestire le nostre motivazioni, le responsabilità e la proattività.

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E’ proprio questo che stimola l’interesse e il desiderio di sperimentazione nei protagonisti delle scuole.

Il personale della scuola desidera avere strumenti concreti ed operativi per sviluppare le competenze per gestire con efficacia i nuovi progetti con i vari interlocutori, per gestire il lavoro di squadra, sostenere la propria ed altrui motivazione, comprendere e interpretare al meglio le nuove responsabilità assegnate, per applicare nuove metodologie d’insegnamento e coinvolgimento degli studenti.

In questi ambiti desiderano possedere strumenti applicabili da subito, nuovi comportamenti, nuove strategie operative. Il coaching soddisfa fin da subito queste loro esigenze, a ciò si aggiunge la sorpresa di ottenere rapidamente i risultati attesi, percependosi più efficaci, motivati e con una rinnovata sinergia di squadra.

In particolare nell’attività didattica l’insegnante rimane centrato sul suo essere anche coach: osserva il lavoro svolto, senza esprimere valutazioni e senza correggere nulla. Lo scopo è ottenere un feedback dall’alunno stesso, cioè una sua autovalutazione.

Fa quindi a ciascun bambino delle domande, che non richiedono critica o giudizio, ma solo descrizione e osservazione. La differenza è notevole: nel primo caso l’alunno prova a fare ripetutamente e con stress nel modo “giusto”, nell’altro semplicemente osserva se stesso e la propria attività senza giudizio critico, lasciando che l’apprendimento accada.

Quello a cui si vuole arrivare è l’autocorrezione automatica e inconscia, senza sforzo né conflitto.

 

 

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