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Il coraggio della legalità, ospite il testimone di giustizia, Mario Caniglia a Catania

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L’incontro, organizzato dal prof Giuseppe Samperi e dal dirigente scolastico Angelo Rossitto rientra nel progetto d’Istituto “Legalopoli : città della legalità”, curato dalla prof.ssa Maria D’Amico e dalla prof.ssa Agata Trovato.
La presenza delle Forze dell’ordine nelle scuole, volta sensibilizzare i giovani all’adozione di comportamenti conformi al diritto rappresenta una modalità nuova di testimoniare un’esperienza di vita a tutela della società civile, contrastando comportamenti mafiosi e devianti.
Il capitano Nazareno Santantonio, e la tutor della scuola Maria D’Amico, attraverso un fitto calendario di incontri hanno delineato il quadro in cui le Forze dell’Ordine hanno operato dagli anni ’90 ad oggi e le potenzialità di tale iniziativa.
Gli anni ’90, infatti, videro nel nostro Paese il punto più alto dell’attacco mafioso con gli attentati in cui persero la vita Falcone e Borsellino. La scuola ebbe ed ha un grosso ruolo nel contrastare il fenomeno del racket, dell’usura e di altri comportamenti, che costituiscono un terreno favorevole per il proliferare della realtà criminale e da qui l’importanza per le forze dell’ordine di svolgere un ruolo anche formativo nella diffusione di una sensibilità anti-mafiosa.
La scuola “A. Moravia” ha aderito al progetto di legalità per far comprendere agli studenti quanto il rispetto della legalità arrechi vantaggi individuali e sociali.
La scelta dell’elaborazione del progetto “Legalopoli” vuole contribuire alla formazione di un cittadino attivo e consapevole, che conosca il significato ed il valore di termini quali “Democrazia, giustizia sociale, non violenza”, valori che ci impegniamo a testimoniare e rendere visibili ogni giorno (don Luigi Ciotti).
Questi secondo il professore Giuseppe Samperi sono gli obiettivi in grado di contrastare la diffusione del fenomeno mafioso: ridurre la disoccupazione giovanile ed il reclutamento della mafia e del lavoro nero, suscitare consapevolezza dei problemi e del disagio vissuto dai giovani al sud, diffondere i valori della legalità e della democrazia, accrescere la partecipazione dei ragazzi all’attività politica e democratica del paese, acquisire conoscenza sul fenomeno mafioso.
E su quest’ultimo punto la presenza e la testimonianza di Mario Caniglia può contribuire non poco, poiché in questo imprenditore agricolo di Scordia si ha la testimonianza viva tangibile del coraggio della legalità. “Contro la mafia non bisogna mai abbassare la guardia” ha detto l’imprenditore siciliano Mario Caniglia, ribelle alla logica del “pizzo” e costretto a vivere sotto scorta, parlando agli studenti dell’Istituto “ A. Moravia “ durante l’ incontro organizzato dal professore Giuseppe Samperi e dal dirigente scolastico Angelo Rossetto.
Mario Caniglia ha spiegato come la richiesta dei suoi estortori nel ’99 di pagare 500 milioni per salvaguardare la sua vita gli abbia cambiato veramente l’esistenza ,trasformandolo da contadino che semina frutta a seminatore di coraggio.
Un incontro al quale gli alunni hanno partecipato con entusiasmo, ascoltando in silenzio le parole di un uomo che si definisce normale ma ai loro occhi è diventato l’eroe della legalità, e si è reso testimone di realtà sconosciute di cui fino ad oggi avevano sentito parlare soltanto in televisione, ai telegiornali se non addirittura nella fiction.
“La mafia – ha detto Mario Caniglia – ha paura di voi giovani”, giovani che evidentemente rappresentano le forze nuove che possono sradicare logiche purtroppo radicate nel tessuto sociale e delle quali il sistema mafioso si impossessa traducendole a proprio vantaggio.
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