La novità legislativa è stata poco pubblicizzata e poi anche il meccanismo si presenta troppo complesso, così come segnala Quotidiano.net.
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Lo school bonus pone vincoli molto stretti prevedendo solo tre aree di intervento, ovvero ricostruzione di nuove scuole, ristrutturazioni e manutenzione edilizia, aumento dell’occupabilità. Cosa significhi di preciso quest’ultimo concetto non è chiaro perché manca la circolare attuativa che dovrebbe fare luce su quali interventi sono sottoposti a sconto fiscale e quali no. A rendere tutto più complicato anche il percorso per gli istituti pubblici. il versamento deve essere fatto alla Tesoreria dello Stato, che passa al ministero delle Finanze, poi alla Ragioneria, al Miur e infine alla scuola destinataria, decurtato del 10% che finisce in un fondo destinato a scuole meno ‘fortunate’.