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“Il Governo dice che pensa alla scuola: allora perché non rinnova il contratto ai prof?”

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“Ci dicono che il Governo pensa alla scuola: aspettano un contratto da sei anni”. Non è tenera Susanna Camusso, leader Cgil, quando parla di istruzione.

Sul palco genovese, nel giorno del 1° maggio, la Camusso sostiene che i lavoratori dell’Istruzione sono tra i grandi dimenticati dell’esecutivo. Con i docenti, Ata e dirigenti scolastici che, non a caso, hanno lo stipendio congelato da davvero troppo tempo.

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E il futuro non promette nulla di buono. Perchè sul “piatto” del rinnovo contrattuale, la parte pubblica ha messo meno di 10 euro lordi medi a lavoratore.

“C’è un Governo che vuole spiegare a tutti come si fa la contrattazione, forse dovrebbe farla lui”. E “se si vuole aiutare il risparmio”, allora il Governo “abbassi le tasse su pensioni complementari”.

Camusso ha parlato anche di previdenza: “Volete prendere misure sulle pensioni d’oro? Fatelo, e distribuite le risorse, anche ai giovani”, serve uno “spirito solidale”.

 

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“Per la base della paura di veder perdere il lavoro siamo arretrati nei diritti”, ora “dobbiamo riprendere le nostre bandiere in mano, quelle unitarie”, ha detto ancora la sindacalista Confederale.

Camusso ha poi ribadito al no allo strumento dei voucher per il lavoro: “Non serve mettere del belletto e migliorarne la tracciabilità: quello strumento è sbagliato e quando qualcosa è sbagliato lo si cancella, altrimenti non ci si può stupire se il Paese non riparte e l’occupazione non cresce”. Il Governo, dice, “pensa forse che oggi si può determinare, minore retribuzione, meno diritti. Ma così si deprezza il nostro paese e si deprezzano le condizioni dei lavoratori”.

Genova, che ospita la manifestazione nazionale del Primo Maggio, è un simbolo, “una città che ha tutti i segni della crisi, pensiamo all’Ilva”. Esempio del “punto interrogativo che c’è per l’industria nel nostro Paese”.

 

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